Le parole del calciatore azzurro sul momento speciale che sta vivendo.
Antonio Vergara, calciatore partenopeo, ha rilasciato a Radio CRC alcune dichiarazione sul momento importante che sta vivendo in maglia azzurra,
Ecco di seguito le sue parole:
Sulle dediche dei suoi gol: “Dedicare il primo gol? Non ci ho pensato, ero solo felice. Il primo gol con il Chelsea è stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula. Il secondo gol, quello con la Fiorentina, invece lo dedico a tutto lo stadio e a coloro che erano lì ad esultare con me: è stato più bello anche perché abbiamo vinto”.
Sul suo idolo: “Il mio idolo è sempre stato Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte”.
Sul lavorare con Conte e cosa chiede: “Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con Conte, ma ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci l’uno con l’altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo”.
Sul peso della maglia del Napoli: “Il peso della maglia azzurra? Io non lo sento, perché è come se ogni volta che indossassi questa maglia, la indossassero con me altre migliaia di persone: quindi il peso si divide. È come se giocassi per la mia gente, quindi non lo sento…”
Sulla lingua nello spogliatoio: “Come parliamo nello spogliatoio? In realtà i ragazzi stranieri capiscono l’italiano: anche Scott, ad esempio, che non parla la nostra lingua, la capisce abbastanza bene. Io parlo italiano e lui mi capisce, lui parla in inglese ed io lo capisco”.
Sui bambini che vogliono giocare a calcio: “Ad un bambino che ama il calcio e vuole fare questo percorso consiglio di divertirsi sempre e di viverla in maniera spensierata: se basa il suo calcio sul divertimento, già è a metà dell’opera. Per me essere in questa squadra con giocatori di grande talento, allenato da Conte, è come essere al banco a scuola. Loro mi insegnano e io cerco di apprendere il più possibile”.
Sulla famiglia: “La famiglia per me è importantissima: puoi essere forte quanto vuoi, ma devi avere una persona di cui fidarti e che ti vuole bene”.
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