Adani boccia Allegri: “Il lavoro ora è incerto”
Il momento del Milan continua a far discutere. E tra le analisi più dure c’è quella di Daniele Adani, intervenuto alla Domenica Sportiva per commentare il periodo complicato della squadra di Massimiliano Allegri.
L’ex difensore ha ammesso di aver inizialmente creduto nel progetto rossonero. Si aspettava un Allegri diverso, più evoluto, anche dopo il periodo di pausa e gli ultimi anni non brillanti. In una prima fase, qualcosa lo aveva convinto: alcune vittorie, una certa compattezza e un gruppo che sembrava seguire il lavoro dell’allenatore. Col passare dei mesi, però, il suo giudizio è cambiato in modo netto.
Nel mirino c’è soprattutto la mancanza di identità offensiva. Secondo Adani, il problema principale del Milan non è la difesa, ma il modo in cui la squadra attacca e costruisce il proprio gioco. Una difficoltà che, a suo avviso, non può più essere giustificata dopo così tanto tempo di lavoro.
Le sue parole sono state molto dure: “Devo ammettere di essere un po’ sorpreso e anche di aver sbagliato all’inizio, ma lo dico a stagione in corso. Credevo in questo progetto e in un nuovo modo di esprimersi di Allegri dopo un anno fermo e insuccessi nell’ultimo periodo. Ho visto anche partite ottime, vittorie ottenute alla sua maniera, ma sicuramente ho visto compattezza e un gruppo che ha sempre creduto nel lavoro. In questa squadra gli attaccanti sembrano improvvisati nel modo in cui giocano ogni volta e ora verranno fuori le c*****e del 4-3-3, ma le ultime sconfitte le ha fatte con il 3-5-2.
A Napoli il Milan si è consegnato all’avversario, sembra non avere connessione, attacca male e difende peggio. Mi risulta strano dopo 8 mesi di lavoro. Sicuramente ad Allegri verrà data fiducia per un altro mandato, ma vedo poca costruzione per il futuro, con alcuni punti decisamente negativi, a partire dall’attacco e non dalla difesa come dice lui. Quando scende in campo il Diavolo lo fa per vincere e non per obiettivi come il quarto posto. Ci vogliono i grandi giocatori, ma lo sento dire troppo spesso. Ci vuole la somma tra i giocatori e le idee, sennò il Como non lotterebbe per il quarto posto. lo nutrivo fiducia, il lavoro ora però risulta veramente incerto, per me non basta neanche per ripartire”.
Nella sua lettura, il tema non è solo il sistema di gioco. È la qualità complessiva del progetto. Adani contesta l’idea che basti cambiare modulo o invocare giocatori più forti. Per lui, il nodo vero è l’assenza di una costruzione chiara, riconoscibile e credibile per il futuro.
La critica, quindi, non si ferma ai risultati. Riguarda soprattutto la direzione del lavoro. E il segnale lanciato sul Milan è molto pesante.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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