La partenza da Avellino alle 3 nella notte tra sabato e domenica ed in pulman fino a Catania, ma questa lunga trasferta durata 24 ore è valsa la visione di un solo tempo della partita Catania-Avellino. Franco Iannuzzi, capo della Curva dei tifosi dell’Avellino, parla della trasferta allo stadio Massimino e denuncia la disorganizzazione e i maltrattamenti subiti. “Nonostante la storica rivalità con i tifosi etnei, devo dire che i Catanesi si sono comportati bene: soliti sfottò durante la gara ma fa parte delle dinamiche ultrà. I veri problemi sono avvenuti all’esterno dello stadio“. Iannuzzi è un fiume in piena: “Eravamo in 400 tifosi biancoverdi con al seguito tante mogli e fidanzate. Siamo stati accolti dal servizio d’ordine in maniera poco elegante. Ci hanno fatto entrare allo stadio a fine primo tempo, ci hanno tolto panini e acqua minerale. Come detto, con noi c’erano anche 20 donne e non è stato concesso a loro neanche l’accesso ai servizi. Siamo stati spinti e hanno creato disordini tra noi tifosi ospiti“. Dopo la denuncia arrivano anche le parole polemiche verso il Presidente della lega di serie B, Andrea Abodi: “Lui parla di voler vedere più famiglie allo stadio – conclude Iannuzzi – ma credo che Abodi non sappia neanche cosa sia uno stadio. Le famiglie non sono messe in condizione di seguire la propria squadra del cuore. E’ indecente. Andando avanti così resteremo anche noi davanti alla tv, sia in casa che in trasferta. Questo Calcio non ci appartiene“.
Massimo Avino
La denuncia del capo ultrà irpino: “Questo calcio non ci appartiene”
fonte: tmw

