Negli ultimi otto giorni Comune e Napoli calcio si sono visti e sentiti più di quanto non è accaduto per tutto il 2013. Attilio Auricchio, capo di gabinetto del sindaco e Alessandro Formisano dirigente della società sportiva, si sono scambiati idee, fino a giovedì, ma soprattutto hanno condiviso documenti, quelli sulla transazione tra le parti, per un ammontare complessivo di 4 milioni. Ieri, a Palazzo San Giacomo, è sbarcato il patron Aurelio De Laurentiise ha visto il sindaco Luigi de Magistris.
Il segnale che la chiusura della partita finanziaria è vicina, vicinissima e dopo si potrà anche parlare di come rifare lo stadio San Paolo, di come rendere l’impianto di Fuorigrotta più moderno e accogliente e per la società più redditizio. Vale la pena ripercorrere le tappe degli ultimi 30 giorni, perché l’accelerazione arriva il 16 dicembre in Consiglio comunale. Nella delibera di assestamento di bilancio del 16 dicembre, mentre la maggior parte dei napoletani pensa a Babbo Natale, viene ratificato anche l’accordo fra Comune e Calcio Napoli sulla transazione che vede duellare le parti da anni.
La cifra complessiva è di 4 milioni fra il dare e avere da ambo le parti. Un accordo che arrivò pochi giorni dopo che nella legge di Stabilità fu inserito la legge sugli stadi. Che a De Laurentiis non piace. «Con questa legge io sarò il primo a non fare lo stadio. Il nostro Paese è un Paese che non vince da sessant’anni. Lo stadio San Paolo? Io parto il 12 gennaio per gli Stati Uniti, prima aspetto che ci sia l’accordo con il Comune per una convenzione oppure andrò a costruirmi altrove uno stadio prefabbricato».
E’ il 21 dicembre del 2013 quando De Laurentiis si sbilancia. E infatti ieri è stato dal sindaco, domenica seguirà la squadra a Verona quindi si imbarcherà per l’America. Ieri, dunque è stata trovata la quadratura del cerchio sulla madre di tutte le battaglie? Ovvero sulla nuova convenzione (quella in essere scade a giugno) che regolerà i rapporti tra il Napoli e Palazzo San Giacomo per lo sfruttamento dello stadio? Atteso che sui soldi si è trovato l’accordo, intorno alla convenzione, invece, ruota tutto il futuro del rapporto tra le parti.
Dentro questo documento ci dovrà essere scritto come si intende riammodernare il San Paolo, attraverso quale strada e con quali soldi. Nella sostanza, dopo quasi tre anni di scaramucce, ognuno si dovrà assumere le sue responsabilità. La mancanza di esternazioni roboanti da parte di sindaco e patron, due personalità certo non pacatissime, farebbe presupporre che qualcosa di positivo si sta muovendo. Si va verso un chiarimento. In un senso o nell’altro.
O il presidente ha deciso di andare a costruire il nuovo stadio a Caserta dove al di là di ogni battuta lo aspettano a braccia aperte. Oppure ha deciso di investire ancora su Napoli e sul Napoli. Certo, la stanchezza denunciata ieri mentre con il cardinale Crescenzio Sepe partecipava a una iniziativa per dare qualche prospettiva ai giovani di Napoli, lascerebbe immaginare che sul fronte stadio, un nervo scoperto della società e del Comune, non è che si siano aperte strade senza difficoltà.A fine mese, o al rientro dagli States De Laurentiis dovrebbe rivedersi con il sindaco. Magari sarà la volta buona per capire come stanno le cose.
Fonte: Luigi Roano per Il Mattino

