Era il 1968 e a Napoli si disputava la Semifinale dei Campionati Europei di Calcio
Non è chiaro quando San Gennaro sia diventato un tifoso del Napoli. Invece, è più facile capire quando Napoli è diventata tifosa di San Gennaro. Era il 1529 quando la città cominciò i lavori per quella meravigliosa cappella che oggi è la Cappella del Tesoro di San Gennaro. L’iscrizione latina all’ingresso della Cappella recita Divo Ianuario e fame bello peste ac Vesaevi igne miri ope sanguinis erepta Neapolis civi patr. vindici (“A San Gennaro, al cittadino salvatore della patria, Napoli salvata dalla fame, dalla guerra, dalla peste e dal fuoco del Vesuvio, per virtù del suo sangue miracoloso, consacra”). Ancora nessuna menzione dell’indissolubile rapporto tra San Gennaro ed il Calcio. Ci saremmo, magari, aspettati un PILAE LUDI ADVOCATUS (“tifoso del gioco della palla, cioè del calcio”), ma niente!
Qualcuno potrebbe obiettare che il Vescovo e Martire napoletano (forse nativo di Benevento) sia vissuto nel III Sec. d.C., mentre il Naples Football Club (da cui poi sarebbero nate prima l’Internaples e poi il Napoli) nacque solo nel 1904! Ma ricordiamo che stiamo pure parlando di un Santo!
La prima volta che ebbi la prova che San Gennaro fosse davvero tifoso di calcio era una Domenica, una Domenica di Marzo del 1981. Il Napoli avrebbe ospitato l’Inter al San Paolo e durante l’Omelia della Santa Messa ascoltai il Sacerdote invocare San Gennaro perché avessimo la meglio contro la squadra di Sant’Ambrogio. Ricordo che tornai a casa interrogandomi su quale Santo fosse più importante: San Gennaro o Sant’Ambrogio. La partita, però, sembrò dare ragione al mio Parroco. Il Napoli sconfisse 1 – 0 (gol in apertura da un bolide di Mario Guidetti) la capolista Inter. L’incasso fu 611 milioni di lire con oltre 80.000 spettatori. Forse, molti pensarono che quello sarebbe stato l’anno giusto per lo Scudetto! Invece, fu l’anno della famosa autorete di Ferrario. Però, io pensai che non fosse stata colpa di Ferrario e, soprattutto, non di San Gennaro. La colpa fu tutta del Parroco, che, invece di invocare lo Scudetto, si limitò ad invocare solo la vittoria sull’Inter!
Agli appassionati di epica la cosa non desta certo alcuna perplessità. Sanno che lo scontro tra greci e troiani veniva, infatti, deciso dagli dèi, piuttosto che dagli eroi dell’Iliade e dell’Odissea!
Ma qual è la storia di cui vogliamo parlare? Nel 1968 a Napoli, nel nuovo Stadio San Paolo (un altro Santo!), che non aveva neanche 10 anni di vita, si affrontavano Italia e URSS per la Semifinale della III Edizione dei Campionati Europei di Calcio. In quella edizione i Campionati si svolsero con partite ad eliminazione diretta andata e ritorno, e solo dalle Semifinali si svolsero in Italia. Le due semifinale si svolsero a Firenze (Jugoslavia – Inghilterra) e a Napoli appunto (Italia – URSS).
Il 5 giugno 1968, dunque, agli ordini dell’arbitro tedesco Tschescher si affrontarono Italia e URSS. L’Italia terminerò la partita in 9 (non esistevano ancora le sostituzioni). Dopo 120′ la partita era ancora sullo 0 – 0. Il sorteggio avvenne negli spogliatoi. Però, i tifosi non ebbero alcun dubbio. Non ebbero alcun bisogno di assistere al sorteggio, certi che San Gennaro non avrebbe mai consentito ai sovietici atei (e quindi senza un Santo a cui votarsi…) di avere la meglio.
L’Italia vinse il sorteggio!
Il 10 giugno a Roma (nella ripetizione della finale) l’Italia sconfisse la Jugoslavia per 2 – 0 (gol di Riva e Anastasi), vincendo il primo e, fino ad ora, l’unico Campionato Europeo della nostra storia calcistica! Una parte del merito di quella vittoria (grazie alla sua protezione nella semifinale) deve essere attribuita a San Gennaro.
Amedeo Gargiulo

