La Gazzetta dello Sport scrive su eventuali risvolti di Juventus-Napoli in caso di vittoria degli azzurri
“E’ sceso il Napoli, è salita la Roma di Spalletti, dopo l’infortunio di Milik il furore del Napoli pare essersi ridimensionato e le percentuali di vittoria scudetto praticamente cancellate. Si allungano come ombre anche i dubbi sulla possibilità del Napoli di mantenersi alternativo alla squadra di Allegri fino alla fine. Eppure. Eppure non è tutto così semplice: la sfida di oggi allo Juventus Stadium non cambierebbe la testa della classifica, però può mandare segnali importanti. La Juve viaggia con qualche minimo sbuffo di vapore, ma ha perso con Milan e Inter e forse non cova più il pensiero dell’imbattibilità in Italia coltivato con la fenomenale rimonta della stagione passata. Per altri motivi, Juventus-Napoli è ancora una volta il referendum scudetto.
Al di là delle assenze, si vive su impianti confermati. Le novità sono quelle imposte dal mercato estivo e dagli infortuni, i dubbi pochi, e gli allenatori sono ancora i duellanti tipici nonostante il ritorno prepotente del terzo incomodo Spalletti, che ha vissuto in Italia gli anni migliori come antagonista dell’Inter, mentre a Sarri è bastata un’annata per diventare l’anti-Allegri per definizione. Tuta contro abito, attacco contro difesa, outsider contro potente, rivoluzione contro conservazione: non bastano i 4 punti attuali di differenza per derubricare il duello di immagine e sostanza che ha segnato una stagione. Il Napoli non può salire al primo posto come aveva fatto la Juve vincendo a Torino nel febbraio scorso, ma può dire se davvero questa Juve abbia perso 6 punti a San Siro in incidenti di percorso, oppure può regalare a tutti a sorpresa un campionato aperto”

