Il regista del Napoli di Maradona, Ricardo Alemao, in un’intervista a Il Mattino, ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli azzurri ed in particolare sull’Europa League, competizione da lui vinta con la maglia del Napoli:
Alemao, il Napoli pare avere tutte le carte in regola per ritentarci quest’anno?
“Non è mai facile vincere in Europa. Perché queste manifestazioni sono molto insidiose, basta una serata negativa e si mette in discussione tutto il cammino”.
A quel Napoli è capitato a Torino di rovinare tutto?
“Con la Juventus nella gara di andata è stato un vero incubo: dominammo,per davvero, dal primo all’ultimo minuto. Ma loro fecero due gol e noi neppure uno. Eppure non ci sentimmo spacciati: già nello spogliatoio cominciammo a discutere tra di noi su quale strategia adottare al San Paolo. Quel Napoli aveva uno spirito unico”
E arrivò in questo modo il 3-0 del San Paolo.
“Credo che sia stata quella la gara in cui realmente vincemmo la Coppa Uefa. È stata la vera finale,quella in cui capimmo che avremmo battuto qualsiasi squadra. Altro che le sfide con il Bayern e lo Stoccarda. Perché certe partite hanno valori particolari,sono dei segnali. La festa sugli spalti è un ricordo che mi è rimasto fisso dentro di me”.
Giovedì il Napoli ha vinto 4-0 in Turchia. Può essere anche questa vittoria straripante un segnale?
“Beh, vincere fa sempre bene e segnare 4 gol non è mai facile.Ricordo che quell’anno ottenemmo un risultato importante a Bordeaux, in Francia,che ci caricò molto nel cammino Uefa. Ma quel Napoli era una squadra che aveva nel Dna offensivo il suo punto di forza:giocavamo con Maradona,Carnevale, Careca sempre insieme. Non davamo punti di riferimento a nessuno”
Come questo Napoli?
“Sì. Credo che Higuain sia proprio il simbolo di questa squadra. L’argentino in maglia azzurra ha trovato la dimensione giusta, il suo perfetto punto di approdo. Poi è potente come lo era il nostro Careca. Se fossi in lui non andrei mai via da Napoli”.
C’è un brasiliano che è assai in discussione: Rafael. Una volta esportavate solo attaccanti,adesso invece…
“È una vecchia abitudine del calcio italiano: basta poco per essere criticati. Bisogna dare fiducia ai giovani. E poi in Italia Taffarel e Julio Cesar hanno dimostrato che anche la nostra scuola di portieri è di gran valore. Rafael lo ricordo al Santos, mi stupisce sapere che sta attraversando un momento difficile”
Il Napoli sta tornando ai vertici, è cresciuto molto in fretta con Benitez. Non trova?
“Faccio l’allenatore, anche se adesso sono senza lavoro. Ma Benitez è un tecnico che mi incuriosisce per il modo con cui schiera gli attaccanti. Eppure prima di venire al Napoli passava per uno che pensava soprattutto a non prendere gol”.
Alemao, perché i brasiliani bravi non vengono più nella nostra serie A?
“Beh, è da un po’ che non è il campionato più bello del mondo.Quando arrivai a Napoli, in Italia prima di me c’erano stati Falcao,Zico, Socrates, Careca… Ora la Spagna e l’Inghilterra sembrano essere tornei più affascinanti”

