Si è svolta ieri sera nello scintillante complesso dell’Hotel Savoia Regency di Bologna l’annuale cena natalizia organizzata dal Napoli Club Bologna dal tema “TifiAmo Napoli, sosteniAmo Partenope”. Il presidente del club, Maurizio Criscitelli, dinanzi ad una platea di oltre 250 tifosi azzurri trapiantati in terra emiliana, oltre a brindare coi soci al Natale ed al nuovo anno, ha dedicato questa edizione all’Associazione Ciro Vive a cui è stata destinata parte del ricavato della serata.
Ospiti d’onore del Napoli Club bolognese, proprio i genitori di Ciro Esposito, il padre Giovanni e la madre Antonella Leardi. “La mamma d’Italia”, che non si è sottratta alle centinaia di abbracci e carezze di chi l’ha voluta sostenere e salutare, nel ringraziare i tifosi intervenuti, ha presentato la prossima iniziativa dell’Associazione intitolata al figlio, che si terrà a Roma il 22 dicembre al Policlinico Gemelli: “Mio figlio Ciro è nato a Napoli ma è stato a Roma che è volato in Cielo e per questo abbiamo voluto raccogliere fondi destinati all’acquisto di tante cose, da una lavatrice ai phon ed altro che possano essere utili per le famiglie dei piccoli ricoverati del reparto di rianimazione del Policlinico. Per me – ha continuato la signora Leardi – sarà anche l’occasione per tornare in quella stanza dove ho abbracciato per l’ultima volta Ciro”. Occhi lucidi per il pubblico quando poi la signora Antonella ha parlato della passione che il figlio aveva per il calcio e soprattutto per il Napoli e come oggi il sacrificio di una vita così giovane “debba trasformasi in uno stimolo perché sugli spalti non ci sia odio ma sana rivalità sportiva” e ribadendo il suo motto che “d’amore non si muore”. Ultimo passaggio anche sulle recenti notizie di cronaca nera sull’indagine romana di Mafia Capitale: “A gran voce invoco che lo Stato possa dare giustizia e fare piena luce sull’omicidio di Ciro. La potenza di Dio – ha concluso la signora Leardi – è immensa e può smuovere qualunque coscienza; quello che sta venendo fuori dalle indagini è un qualcosa a cui lo stesso Ciro sta contribuendo e sono certa che ciò che emergerà indicherà tutti i veri colpevoli di un complotto a sfondo razziale contro i napoletani”
Altra iniziativa di solidarietà voluta dal Napoli Club Bologna, in collaborazione del Comitato “Terra dei Fuochi” che da giorni è presente con stand su tutto il territorio felsineo, è stata la vendita dei prodotti frutto delle coltivazioni sulle terre confiscate alla Camorra da parte della NCO (Nuova Cooperativa Organizzata) e confezionate in un pacco con cui “Ognuno può fare il personale Pacco alla Camorra” come ha spiegato Ciro Corona, tra i fondatori e gestori della cooperativa: “In un’area in cui persiste da anni il 75% di disoccupazione giovanile, solo con il lavoro possiamo strappare tanti giovani dal baratro della Camorra, a Scampia e in tante altre zone della provincia di Napoli. Dando questa opportunità di lavoro agricolo a giovani, disoccupati e anche detenuti, noi vogliamo insegnare un’attività dando futuro ai tanti che potrebbero facilmente abbracciare o riabbracciare la strada della malavita. Per questo il nostro impegno è di vendere questi prodotti che diano nuova speranza a chi oggi non ce l’ha”.
“A fine serata la vendita dei pacchi è stata totale – ha commentato soddisfatto su Facebook uno dei principali promotori del Comitato, Michele Ammendola – Dopo l’intervento di Ciro Corona, non ne è rimasto nemmeno uno. Abbiamo simbolicamente abbattuto il muro delle ipocrisie, del pregiudizio ma soprattutto dato un calcio alla Camorra, anzi no. Abbiamo fatto un PACCO alla camorra.”

