Riportiamo l’intervista che l’ex calciatore del Napoli, Roberto Bordin, ha rilasciato ai colleghi di PianetaNapoli.it.
Salve Bordin, da calciatore lei ha indossato la maglia del Napoli dal 1993 al 1997, avendo anche l’onore di indossare la fascia di capitano. Quali sono i suoi ricordi legati all’esperienza napoletana?
“Sono ricordi molto belli e importanti per quanto riguarda la mia carriera. Ho passato quattro anni indimenticabili, a partire dall’accoglienza dei tifosi e di tutta la città. Il periodo trascorso in una società così gloriosa come il Napoli è stato sicuramente una delle pagine più belle della mia carriera, raggiungemmo anche una finale di Coppa Italia, purtroppo non vinta poi, ma di quell’esperienza ho solo ricordi positivi.”
Parliamo di Jorginho, che a gennaio è arrivato in comproprietà dall’Hellas al Napoli, dando da subito conferma delle sue enormi qualità, e zittendo anche qualche polemica iniziale. Lei lo ha visto crescere a Verona, qual è il suo giudizio su Jorginho e su quanto fatto vedere da questo ragazzo in maglia azzurra?
“Jorginho è un ragazzo intelligente, sia come persona che come calciatore. Si adatta perfettamente ad ogni tipo di situazione perché sa leggere bene le fasi di gioco e le situazioni in campo. Non ha incontrato difficoltà a calarsi nel ruolo di mediano in un centrocampo a due perchè, nonostante con noi giocasse a tre, è così intelligente che riesce a sopperire a qualsiasi tipo di deficit anche fisico, non essendo egli un incontrista. Ritengo che in questi mesi a Napoli abbia fatto molto bene, ho chiesto anche a molti amici che ancora ho a Napoli e li ho sentiti davvero entusiasti; si è da subito imposto disputando un grande campionato, dando qualità al centrocampo e integrandosi alla perfezione con il resto della squadra.”
L’asse Verona-Napoli si era attivato già in estate con il prestito di Donadel, un calciatore che a Napoli in due anni non lo si è quasi mai visto complice una miriade di problemi fisici, mentre a Verona ha trovato una discreta continuità di rendimento. Siete rimasti soddisfatti del rendimento avuto quest’anno con la maglia dell’Hellas?
“Donadel è arrivato a Verona dopo aver collezionato pochissime presenze a Napoli a causa dei tanti infortuni che ha avuto. Quando è arrivato con noi però si è da subito messo al lavoro facendo un percorso molto importante e facendosi trovare pronto quando il mister lo ha chiamato in causa. Negli ultimi sei mesi poi ha avuto un rendimento da grandissimo professionista, dando un notevole contributo alla causa del Verona che prevedeva di raggiungere quanto prima la salvezza e di sperare poi in qualcosa di più grande come poteva essere la qualificazione in Europa League. Marco ci ha dato una grande mano anche nello spogliatoio, essendo un ragazzo di esperienza che sa come affrontare determinate situazioni e dimostrando di essere un professionista molto serio.”
Ultimissima domanda, riguarda uno dei gioielli del Verona, Juan Manuel Iturbe, corteggiatissimo dalle big europee e pare anche dal Napoli. Lei ha potuto ammirarlo da vicino quest’anno, è un calciatore che si può esprimere al meglio da trequartista o partendo largo?
“Iturbe è un ragazzo che abbiamo fatto crescere nel tempo, è un talento puro e ha delle qualità impressionanti; si è integrato molto bene fin da subito, specialmente in una fase del campionato in cui ha fatto veramente la differenza, è un calciatore che potrebbe far comodo a qualsiasi squadra e che può adattarsi a qualsiasi tipo di modulo, avendo giocato anche noi sia da esterno che da seconda punta. Non so quale sarà la sua destinazione futura, quello che posso dire è che abbiamo fatto crescere questo ragazzo credendo fortemente in lui; pur essendo molto giovane ha capito fin da subito che il calcio italiano è difficile e competitivo, si è messo a disposizione di tutti e sapevamo benissimo che si trattasse di un calciatore che potesse fare la differenza come poi ha dimostrato di fare.”
Fonte: PianetaNapoli.it

