Il Napoli ha risolto agevolmente la pratica Inter e procede sempre più spedito verso la conquista del secondo posto. Dopo la débacle della Roma nel derby capitolino non crederci sarebbe un delitto, soprattutto ora che le distanze in classifica si sono ridotte a una sola lunghezza tra partenopei e giallorossi.
La buona prestazione degli uomini di Sarri fa ben sperare per questo finale di campionato e gli stessi calciatori sembrano particolarmente ispirati dopo il passo falso con il Sassuolo. Anche il calendario induce all’ottimismo dal momento che la Roma domenica prossima dovrà andare in casa del Milan mentre il Napoli riceverà il Cagliari.
Vero è che il Milan dell’ultimo periodo non sembra proprio uno squadrone irresistibile, ma (cavoli!) è pur sempre il Milan e sicuramente venderà cara la pelle.
Il Cagliari, invece, sembra avversario decisamente più abbordabile per Insigne & co, una squadra già salva grazie anche ai gol del suo uomo più rappresentativo, il napoletano Borriello.
E parlando di Cagliari non può passare di certo in sordina quello che è successo proprio sul campo dei sardi domenica scorsa. L’episodio di razzismo nei confronti di Muntari sta facendo il giro del mondo e per completare l’opera in settimana è arrivata anche la discutibile squalifica del calciatore.
È vero, Muntari avrà protestato animatamente fino ad abbandonare il campo senza autorizzazione del direttore di gara, ma arrivare a squalificarlo per una giornata ha dell’assurdo. Come si suol dire, ha fatto ‘cornuto e mazziato’.
Sulley non chiedeva altro che sospendere la gara così come previsto dai regolamenti nei casi di insulti razzisti. Il diniego, o peggio le risposte a metà dell’arbitro, l’hanno fatto incazzare al punto da abbandonare il campo.
La squalifica per una giornata sembra davvero una presa in giro se si considera il fatto che il calciatore chiedeva semplicemente l’applicazione di una regola troppo spesso dimenticata.
Al peggio non c’è mai fine, dopo i ‘simulatori e i provocatori cronici’ del derby di Roma, quella di Muntari poteva essere per il calcio italiano l’occasione giusta per fare una bella figura. Invece, anche questa opportunità è andata malamente sprecata.


