Lo sguardo è quello di sempre. Giuseppe Bruscolotti è una persona schiva, burbera ma disponibile. Incute quel timore reverenziale che è tipico degli uomini senza tempo. Pochi sorrisi e pochi fronzoli. Un caffè napoletano è sempre la bevanda giusta per una piacevole chiacchierata (senza offesa, caro Godina). Queste le sue parole rilasciate al sito 100×100 NapoliQuando un attaccante segna, ha sempre ragione. I gol non erano impossibili da fare, ma questo è relativo. Un attaccante deve farsi trovare sempre pronto. Io ritengo che non sia ancora adatto per il ruolo di vice-Higuain. L’anno prossimo sarebbe meglio darlo in prestito per farlo crescere e maturare.
Un vice Higuain innanzitutto. L’attaccante argentino non può giocarle tutte. Poi un centrocampista di qualità e un forte difensore centrale.
Lei prima gestiva una scuola calcio…
Sì. La scuola calcio Maradona – Bruscolotti. Con il passare degli anni ho riscontrato sempre più difficoltà a gestirla perchè purtroppo i genitori credono di essere tutti tecnici e bisognerebbe allenare prima loro e poi i figli che giocano. La mentalità è cambiata. Prima un maestro di calcio era quasi un maestro di vita.
Ne ho avuti tanti. Se proprio devo fare due nomi, direi Vinicio e Marchesi. Erano due allenatori dal carattere diverso. Vinicio era un simil Mazzarri, aggressivo, trasmetteva la carica in ogni partita. Marchesi era proprio come Rafa Benitez. Non ha mai alzato la voce ma si faceva rispettare con i fatti. Mi hanno insegnato tanto.
La questione stadio è divenuta ormai un tormentone
E’ lo specchio della nostra città. Lei vede che qui tanti lavori pubblici iniziano ma poi non hanno fine. Una volta appurato che il Comune non può aiutare De Laurentiis, bisognerebbe attingere a fondi privati. Ma i privati vogliono delle garanzie. Vedremo.
Torniamo al campo. Cosa ne pensa di Federico Fernandez?
Sta crescendo. Si vede che aveva bisogno della giusta fiducia per esprimersi al meglio. Io lo conosco bene perchè spesso viene nel mio ristorante con il padre. Gli ho dato anche alcuni consigli. E’ un ragazzo umile ed educato.
Insigne sta vivendo una stagione interlocutoria con Benitez. Che consiglio si sente di dare?
Deve continuare a giocare con impegno e dedizione. Senza alcuna voglia di strafare. I gol verranno prima o poi. Io credo ci sia anche una questione tattica da risolvere. A mio avviso, Lorenzo non è in grado di fare tutta la fascia. Perde lucidità poi quando deve concludere in porta o servire un assist.
Cosa ha da dire sulla vicenda Cannavaro?
Difficile giudicare da lontano. Non credo comunque sia stata solo una questione tattica.
Ma è davvero così difficile per un napoletano giocare a Napoli?
No. Non è così. Io ho sempre fatto il mio dovere e ho offerto impegno massimo per la squadra della mia città. I napoletani si arrabbiano solo se vedono scarso impegno. Solo in quel caso ti fanno pesare il fatto di essere napoletano.
Lei è mai stato sul punto di lasciare Napoli?
Si. Nei primi anni 70 ero stato venduto alla Roma. L’affare saltò a causa di una calcificazione alla caviglia che avevo da tempo. Era un infortunio banale ma questa fu la motivazione ufficiale.Il suo record di presenze sarà inattaccabile a lungo?
Marek Hamsik può superarmi”

