L’edizione odierna del Corriere dello Sport scrive sui prossimi impegni del Napoli
IL RUOLO. «Chi siamo noi?» se l’è chiesto il San Paolo, forse il Napoli stesso, certo non Sarri, aggrappato al suo calcio, alle proprie certezze, all’Idea di poter uscire dal tunnel con la luce del (bel) giuoco: però ora, tra l’Empoli, la Juventus e il Besiktas, in quest’incrocio in cui c’è tutto – il romantico sentimento e la ferocia competizione – per lasciarsi alle spalle, e definitivamente, quel clima vagamente (?) appesantito dalle sconfitte, torneranno utili le dimostrazioni pratiche finite nel sottoscala, quell’esuberanza accecante di far pressing & forcing tutt’assieme, la naturalezza nel trovare la porta altrui: «Abbiamo fatto bene, e per molto tempo, poi sono bastate tre sconfitte…». L’Atalanta, la Roma, il Besiktas, un Napoli sparito (e succede), o forse appesantito (e può capitare), certo innaturale rispetto ai precedenti, alle sue vibrazioni: poi è arrivata Crotone, che è servito per leggersi dentro, per attaccare, vero, e anche per gestire, dopo lo scatto d’ira di Gabbiadini e di inferiorità”.

