L’edizione on-line del Corriere dello Sport scrive sulle mosse di mercato del Napoli
CASTEL VOLTURNO – La palla, ma quella di vetro, e dentro c’è il Napoli che verrà: che va letto, interpretato, poi combinato seguendo il corso degli eventi, dei quali non sempre si è padroni. Il mercato non è fiera dei sogni, è un’idea – più di una – da sviluppare, sono azioni che devono sfuggire o domare le reazioni, desideri che rischiano di scontrarsi con le aspirazioni di altri. Però c’è una traccia, un solco, che resiste da dodici anni e dà continuità: acquistare per esigenze, non per l’effetto richiamo, investire per la necessità di farlo e non certo per amplificare l’eco d’una cassa di risonanza. E poi c’è altro: c’è la filosofia di prendere giovani e di qualità, di arricchirsi del talento ma senza impoverire il bilancio.
Stavolta tocca a Cristiano Giuntoli, che ha avuto un anno intero per conoscere Napoli, per assorbire la strategia societaria, nella quale – a giugno scorso – ha potuto incidere lateralmente, avendo già (praticamente) trovato Reina, Hysaj e Valdifiori: la prima missione ha comportato la cessione di alcuni esuberi; adesso gli toccherà incidere, personalmente, in una squadra che non è facile da rinforzare – perché i cosiddetti titolari sono di fascia già alta ed anche altissima – e che comunque avrà bisogno di «altro».
DIFESA – La decisione più complessa avverrà alle spalle di Reina, dove per il momento ci sono Gabriel e Rafael – uno in prestito dal Milan, l’altro con la voglia matta di giocare – e con Sepe che sta per rientrare. Ma Sportiello è interessante, eccome, e con l’Atalanta se ne è parlato; e pure Gollini ha una sua personalità, una fisicità, una prospettiva da gustare.
CENTROCAMPO – Il taccuino abbonda: Klaassen (23) dell’Ajax è entrato e mai più uscito dai radar; André Gomes (23) ha costituito una meravigliosa suggestione che può essere coltivata e che richiederà pazienza; De Roon (25) ha espresso con l’Atalanta personalità e geometria.

