Corbo: “Da Sarri ad Ancelotti la differenza è in 4 punti. Ma come poteva il Napoli vincere lo scudetto?”

   

Antonio Corbo scrive sull’avvicendamento Sarri-Ancelotti sulla panchina del Napoli, nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’:

“Più che illuminare il futuro, l’arrivo di Ancelotti ha avuto un effetto che solo ora si comincia a capire. Ha spento la luce sul Napoli. Sono rimasti al buio i contestatori delle curve esaltati dai 3 inchini di Sarri nella domenica dell’addio, massima incertezza sul destino dell’allenatore finito in un incastro tra Londra e Castel Volturno, si sa sempre meno sugli acquisti. Oltre Verdi, chi? Appare qualche notizia ma solo in retrospettiva: De Laurentiis confida di aver chiesto l’incedibile Chiesa a Della Valle e di aver pensato al portiere Allison da 7 mesi in vendita a Roma, intanto si è svegliato il Real Madrid. È lo scenario ideale per creare disinformazione, quindi confusione. Si allontana la verità. Che può essere ancora a fissata in 4 nodi.

1) Il cambio di guida. Da Sarri ad Ancelotti cambia abbastanza, se si riflette sui diversi stili di lavoro. Sarri preferisce pochi elementi: con questi forma la squadra. Ottiene risultati spettacolari, ma la bellezza del gioco si rivela fragile se in campo va solo chi sa recitare a memoria brani dello stesso copione. I record sono tutti suoi, scudetti finora nessuno. Ancelotti non costruisce, gestisce. Non allena a numero chiuso. I suoi risultati sono brillanti, i cambi e le varianti tattiche frequenti, in carriera ha vinto anche all’ultimo secondo, ma è decisiva la qualità degli elementi. Vedremo come finirà. Un conto è acquistarli dal Real Madrid, altro dal Betis Siviglia.

2) Il portiere. Anche la scelta dell’erede di Reina porta la società su portieri di seconda fascia. Ideale sarebbe Thibaut Courtois, 26enne belga, ora proprio al Chelsea, il club che ha prenotato Sarri. Ma Courtois guadagna 7 milioni l’anno. In prospettiva, il Napoli oscilla tra il giovane Meret e uno tra il 26enne tedesco Bernd Leno, il francese 25enne Alphonse Areola, l’italiano 31enne Salvatore Sirigu. Per Ancelotti tutti affidabili. Un gradino più giù, Meret. Ancelotti, cone Capello e gli altri grandi delle panchine, ritiene un portiere pari a un bomber nell’economia della squadra. Meglio sbrigarsi, quindi.

3) Le cessioni. Significativo l’impegno: non cedere Koulibaly. Se ne vanno solo Jorginho e Hamsik, destinazione Inghilterra e Cina. Il Napoli intende ricavare 80 milioni da reinvestire. Malinconico l’ultimo colloquio del capitano con il presidente. È rassegnato a lasciare un campionato di prestigio, ha 31 anni e li sente. De Laurentiis non gli impedisce di guadagnare 13 milioni l’anno, ma ai cinesi presenta anche lui il conto.

4) Il nodo Chelsea. È tutto fermo. Il Chelsea non vuol dare tutti e 20 i milioni di buonuscita a Conte, fa sapere a Sarri che è nei suoi piani, ma richiamerà. Non si è fatto sentire dal Napoli. Se Sarri riesce a liberarsi, la panchina è sua. Altrimenti comincerà la trattativa con il Napoli. Probabile interesse inglese per Hysaj (50 milioni) e Albiol (8). Le clausole scadono il 30 giugno, da luglio prezzo libero. Il Napoli preferisce aspettare quindi. Ma la soluzione su Sarri è davvero nebulosa. Le posizioni sono nette. De Laurentiis chiede soldi per liberare l’allenatore. Prezzo libero, la clausola degli 8 milioni valeva fino al 31 maggio. Sarri replica con orgoglioso silenzio. Non telefona, non chiede sconti, aspetta. Si comprende oggi come per i due fosse impossibile lavorare ancora insieme. Hanno rotto da mesi. Da luglio, Sarri è un dipendente a contratto fino al 2020, ma fuori dai quadri tecnici. Stipendiato ma non più tesserato. Il Napoli è rigido. Le clausole sono dalla sua parte. Sarri può rivolgersi alla giustizia ordinaria essendo dipendente a contratto, non più tesserato come allenatore, ma i tempi sono lunghi. Il Chelsea tra qualche giorno dovrà decidere. Si profila comunque una vertenza sgradevole anche per chi ama sia Napoli che Sarri. Possibile che le posizioni siamo inconciliabili?

Ultime righe per una riflessione: con presidente e allenatore da mesi separati in casa, come poteva il Napoli vincere lo scudetto? Già, conviene a tutti pensare che sia stata solo colpa degli arbitri”.

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