Fiorentina-Napoli, in campo alle 21
A Firenze il Napoli arriva di corsa. Conta le ore, i minuti, i secondi. Scoppia dalla voglia di giocare. Era già teso, si è ricaricato di rabbia venerdì con i messaggi del presidente da Milano. Non erano cartoline di saluti con le foto della Madonnina, ma frasi che hanno fortemente inciso sui rapporti interni. Nella sede della Lega aveva appena firmato il patto tra i piccoli e grandi club sui proventi tv. I soldi mettono sempre di buonumore. Su De Laurentiis hanno un effetto euforizzante. Ha persino rivelato il suo sogno di costruire uno stadio impossibile: forse sulle nuvole. Solo 15 mila posti, un terzo dei tifosi gratis, gli altri due per spettatori ricchissimi, disposti a farsi spellare. Un’adorabile utopia.
Ma conoscete bene De Laurentiis. Nei momenti peggiori offre il meglio di sé. Quelle del presidente sono state per il Napoli due frustate. Lo aiuteranno a vincere? La prima brucia sulla pelle di Higuain. Chi lo conosce lo immagina furibondo. Dopo 26 gol, si rivela che è in sovrappeso, che non segna perché gioca con un mattone di un chilo e mezzo nella pancia. Pensate come avrebbe reagito un ballerino, una modella, un acrobata. Perché l’ha detto? L’ipotesi maligna tende ad un progetto di mercato: mettere in vetrina un gioiello da 94 milioni. La più prudente invece giustifica il presidente, quasi avesse voluto dare solo un paterno richiamo al giocatore, temendolo abbandonato alla buona tavola.
Accadde anche con Lavezzi. L’altro colpo di frusta è per Sarri. L’uomo che fa volare a 300 orari tutto il Napoli, ospitando a bordo tutti i dirigenti gratis o quasi. Quanto ha speso in realtà questo club per essere così velocemente rilanciato? In questi giorni i risultati richiamano non l’avarizia ma gli errori dei due mercati. L’ultimo riguarda Gabbiadini. Furono offerti 25 milioni più 3 di bonus: proposta rifiutata. Le conseguenze sono incontestabili: c’è un giocatore non utilizzato che entra solo negli ultimi minuti e controvoglia. Quei milioni potevano essere reinvestiti in almeno due ruoli. Ma qualcuno doveva convincere De Laurentiis ad accettare l’offerta e non lo ha fatto. De Laurentiis, con i gelidi riferimenti a Sarri, ha comunque voluto mettere in freezer un tema ormai troppo caldo. L’improrogabile annuncio della conferma.
Non è stato certo gratificante per l’allenatore sapere che deciderà solo il presidente. Sarri ha una faccia affumicata da mille battaglie e un milione di sigarette, resisterà anche a questa intempestiva precisazione. De Laurentiis sa bene che in un rapporto di lavoro è previsto l’istituto delle dimissioni. Ma forse ha voluto allontanare qualche club che fin dall’autunno segue Sarri con interesse.

