Corbo: “Napoli senza rivali in Serie A ma stasera serve maturità europea. Il City ha un punto debole…”

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Antonio Corbo scrive su Manchester City-Napoli nel suo editoriale per La Repubblica, il Graffio

Tanti elogi Sarri non li aveva mai ricevuti nella sua lentissima carriera. Apre il suo presidente, qualche giorno fa: «Non lo cambierei con Guardiola». E almeno lui, Aurelio De Laurentiis, dice la verità. La sua profonda cultura del risparmio gli sconsiglia un allenatore da 18 milioni l’anno al posto di chi ne prende 1,4. La dodicesima parte. Prosegue proprio Guardiola. «Sarri ha creato un Napoli perfetto, con il più bel gioco d’Europa». Non è mica una bugia, quasi tutto vero, ma come mai un caposcuola si sofferma tanto sui meriti del collega rivale? Si leggono oggi le sue parole, ma le capiremo stasera. È la stima del tecnico che costruì l’ultimo grande Barcellona verso Sarri che riproduce in Italia il suo modello ritmato, con possesso palla, triangoli corti, dominio asfissiante? Probabile.

La sobrietà del personaggio, la sua onestà, il rispetto che ha di sé e dei colleghi fanno pensare che non sia una trappola: illudere Sarri, spingerlo ad osare troppo sul prato verde morbido dell’Etihad, 55mila spettatori e tutte le suggestioni di un impianto avvolgente come sanno essere gli stadi inglesi. Ma la chiave è tutta qui. Guardiola e Sarri, diversi nelle loro figure, uno 46 anni l’altro 58, il primo garbato e diplomatico il secondo imbronciato e schivo, guidano squadre che si somigliano nell’idea di calcio. Il City ha una caratura tecnica più alta, certificata dal valore stimato in 588 milioni, domina la Premier con 7 vittorie su 8, differenza gol di più 25. Molti a Napoli temono un risultato severo per un Napoli che in un solo sabato ha messo la Juve a 5 punti, e aspetta un’Inter ancora grezza nel gioco ma potente in Icardi e Perisic.

Il risultato è quello che meno conta, in un girone di Champions che sembra riservare il primato al City. Conta stasera capire se il Napoli ha una dimensione europea. La maturità. La capacità di rimodellarsi in partita. Che abbia un possesso palla elevato in A è certo. Ma non può ripetersi in una trasferta di Champions con il Manchester che ha dato travolto lo Stoke City (7-2) senza cedere quasi mai la palla: 82%. Il Napoli non potrà occupare la metà campo del City e tenerlo per un’ora a bada, come con la Roma. Finirà di abbassarsi di almeno 30 metri, ed è la fascia orizzontale da un out all’altro la scena nevralgica.

Vedremo stasera la capacità del Napoli di controllare, senza farsi schiacciare, e ripartire. Cruciale il compito di Hamsik che incrocia il migliore degli inglesi, De Bruyne, mediano in linea con il raffinato David Silva, il rude brasiliano Fernandinho al centro. Se riparte bene, il Napoli negli spazi larghi può sorprendere i centrali Otamendi e Stones, un po’ pesanti per Mertens e Insigne. Per lo stanco Callejòn c’è una riserva, Delph. Altra zona calda: la fascia sinistra del Napoli. La stessa di Walker e Sterling, difensore ed esterno alto, grande qualità. Presentata come la notte della grande bellezza, premia intelligenza tattica e fatica. Il City si conosce. C’è. Napoli e Sarri sono pronti a stupire?”.