Il Napoli arriva a Oporto con i pensieri in disordine. Vince con la Roma, ma gli dicono che ha giocato male. Parla il presidente del 4-2-3-1, e spiega invece che quel modulo vale un passaporto diplomatico per girare in Europa senza neanche fermarsi alla dogana. Per poi lanciarsi in una visione miracolistica del suo allenatore, definito maestro di calcio internazionale, ma tenuto fino a pochi giorni fa in dubbio sul rinnovo del contratto. Gli effetti si possono intuire: questo Napoli è stralunato come chi scende in un luna park dalle montagne russe.
Può sapere quanto vale e a chi deve credere? Farà bene ad ascoltare il suo allenatore. Al contrario dei tifosi ora ottimisti e di un presidente che cede alla sua esuberanza, Oporto è uno scalo fondamentale nel viaggio europeo. Il Porto vale più di quanto dicano il terzo posto a 9 punti dal Benfica e il cambio dell’allenatore in corsa, da Paulo Fonseca a Luis Castro. La storia del Porto va anche riletta: due Coppe dei Campioni, due tra Uefa e Europa League, una intercontinentale.
Non gli manca esperienza. Si è rinnovato con giocatori di grande talento e futuro. Dicono: difesa lenta. Sarà, ma almeno due sono attrezzati: Danilo Da Silva e Eliaquim Mangala. Il primo a destra, brasiliano, classe ’91, vincitore con il Santos della Copa Libertadores, è sfuggito sul filo dei 13 milioni a Juve, Inter, Milan. L’altro, stessa età, francese di origine congolesi, è un gigante, svetta di testa e gioca d’anticipo. Magari li avesse presi il Napoli.
A centrocampo, Fernando detto “Il polpo” perchè si attacca ovunque, ricorda il Viera della Juve, brasiliano con nazionalità portoghese, ha rinnovato da poco, dopo una rottura che lo aveva avvicinato all’Italia, il Napoli lo richiese. Giovane anche il messicano Hectos Herrera, altro centrocampista, molto quotato. Di Jackson Martinez si sa tutto a Napoli, cartellino da almeno 40 milioni, trattato e mollato. Può sembrare lento il Porto per la sontuosa tecnica che gli consente il possesso palla.
Prevale giocando sotto ritmo. Il Napoli ha due soluzioni subito: elevare il suo ritmo ed eseguire al meglio la lezione di Benitez sul pressing a uomo, aggredire alto il portatore di palla e tutti a marcare l’avversario più vicino. Permane l’incognita Hamsik, che avrà comunque più spazi che contro la Roma. Altri elementi rendono tuttavia temibile Higuain e il suo congegno spagnoleggiante, uno stile di calcio mai sottovalutato nel vicino Portogallo.
La facile contestazione dell’ambiente portoghese deluso dopo un’estate di promesse, il fulmineo ripartire del suo attacco, il prevedibile sbocco sulla sinistra della difesa del Porto accreditano il Napolidi almeno un gol. In questo, bisogna fidarsi di De Laurentiis: il maestro in Europa è Benitez.
Fonte: Repubblica

