Corbo: “Un atteggiamento di Sarri è grave per un pubblico pazzo di lui e che lui dice di amare…”

 
 
corbo juve napoli
   

Antonio Corbo scrive sull’ultima di campionato del Napoli e su Sarri nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’:

“Il faccione dai lineamenti marcati è ben rasato. Mai visto così. Ha una felicità paciosa. Occhi lucidi ma senza lacrime. Una scena preparata da chissà quanto tempo. Niente di nevrotico e oscuro a vederlo così, con la solita tuta portafortuna gira sotto le tribune battendo in alto le mani. Vuol essere lui stavolta ad applaudire il pubblico. Grazie o un addio Maurizio Sarri non divide con nessuno questi cento metri di solitudine prima di sparire nel tunnel con il suo segreto.

Rimane o se ne va? I tifosi ne invocano la conferma, tutti per lui, Maurizio Sarri ormai è il Napoli, ma il Napoli è ancora la sua squadra, il suo progetto, la storia della sua vita? Il vecchio ragazzo nato a Bagnoli, tifoso del Napoli da sempre, restituisce il Napoli a De Laurentiis senza titoli, solo record in tre anni di grande calcio, con un secondo posto e 91 punti, davvero tanti: sono bastati 12 volte negli ultimi 15 anni per vincere.

Quei 91 punti il presidente li fa anche suoi. Solo rubando, dice, se ne poto fare di più. Rubando, già. Indefinito come ogni gerundio, De Laurentiis non dice altro. Evita che si ritorni al grande equivoco. La società non ha attrezzato la squadra con acquisti oppure Sarri li ha respinti, come l’attaccante Inglese che chiude con 12 gol, molti per chi sta nel Chievo? Riserve modeste o murate vive in panchina per confermare i soliti fino allo stremo?

Dopo l’energica vittoria su un rassegnato Crotone con Milik e Zielinski tra i migliori, si può andare all’infinito con i punti interrogativi, ricordando che Milik ha atteso troppo prima di rilevare l’evaporato Mertens, che tuttavia ha segnato 18 gol, due più di Higuain. Basta con i dubbi, i rimorsi, i rimpianti: quello di Sarri rimare un capolavoro a costo zero, ingenuamente vissuto dal comandante e dalla sua ristretta ciurma, tutti uniti da quel patto di ferro, vinciamo lo scudetto e poi ciascuno verso nuove avventure, hanno sognato insieme quella impresa da piccoli eroi di romanzi per ragazzi, finendo tutti per essere gelosi di quel patto, è nostro e ci proviamo solo noi, fuori gli altri.

Sono rimasti così, desolati e marginali, Zielinski che solo ieri è apparso una certezza compiuta, Rog, Diawara, Ounas; sono spariti Giaccherini e Maksimovic; non è arrivato Inglese. Oggi la società non sa bene quanto valgano, e su quali riaprire un ciclo. Neanche Sarri vuol dire dove andrà. Tergiversa. Grave, per un pubblico pazzo di lui e che lui dice di amare. Ma coerente con l’uomo colto e taciturno: dopo tanto silenzio, si è scritto lui stesso il finale teatrale ed enigmatico. Addio, anzi no”.

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