Alla vigilia della partita interna con il Chievo, Rafa Benitez aveva scelto di fare una sorta di chiamata alle armi, ribadendo la forza del suo Napoli, invocando l’appoggio incondizionato del pubblico e individuando nei «giornalisti stipendiati da testate del Nord» quei nemici di cui spesso gli allenatori hanno bisogno per compattare il proprio gruppo. Tralasciando l’ininfluente ruolo che i giornali, di qualsiasi area geografica, possono avere sul rendimento di una squadra, ora che il Chievo torna a Verona con i tre punti conquistati al San Paolo resta da vedere come si sono comportati gli altri protagonisti del discorso del tecnico azzurro. Il pubblico la parte sua l’ha fatta: cinque minuti iniziali di silenzio nelle curve in memoria di Davide Bifolco (il 17 enne ucciso da un carabiniere dopo un inseguimento al Rione Traiano), 90 minuti (la partita è durata 95’) di tifo come da tradizione del San Paolo, e un minuto di fischi a fine gara ad accompagnare gli sconfitti verso gli spogliatoi. A venir meno è stata la squadra. Una totale assenza che i numeri non spiegano. Il Napoli — secondo le statistiche diffuse dopo la partita — ha avuto venti minuti di possesso palla in più degli avversari e ha tirato trentatré volte verso la porta del Chievo. Il portiere ospite, Bardi, è stato decisamente il migliore in campo: ha parato un rigore a Higuain (al 26’ del primo tempo) ed è stato strepitoso in almeno altre sei o sette circostanze. Benitez sostiene che «il primo tempo poteva finire 3-0 per noi», ma è finito zero a zero, segno che lo schieramento del Chievo preparato da Corini — nove uomini dietro la linea di centrocampo e il solo Maxi Lopez dalle parti di Rafael — ha funzionato. Risultato alla mano, è il Napoli che non ha funzionato. In fase realizzativa e anche in difesa, quell’unica volta che ce ne sarebbe stato bisogno, quando una incertezza tra Albiol e Zuniga ha dato a Izco l’opportunità di servire Maxi Lopez che ha battuto Rafael. Era il 3’ del secondo tempo e il Napoli aveva quindi metà gara a disposizione per riequilibrare il risultato. Ed è stato nello sconclusionato assalto verso la porta avversaria che la squadra di Benitez ha mostrato tutti i suoi limiti di gioco. Certo, le prodezze di Bardi (nel primo tempo su Higuain, Hamsik e Insigne, nella ripresa su Inler, Hamsik e Duvan) sono state determinanti, non lo sono stati invece gli attaccanti del Napoli. Quindi non lo è stato il Napoli, che, per quanto fosse difficile penetrare una difesa affollatissima, non ha mai mostrato determinazione adeguata alle circostanze, né chiarezza di idee. Cose fondamentali se davvero, come ha detto il presidente De Laurentiis, si mira allo scudetto, e se davvero, come ha detto Benitez, è stato fatto «un mercato stupendo» che ha «rinforzato la squadra rispetto allo scorso anno». Però la Champions è finita subito e il campionato, nonostante la vittoria a tempo scaduto conquistata a Genova alla prima giornata, comincia male. E Juve e Roma sono già tre punti avanti.
Fonte: napolimagazine

