Caos VAR, arbitraggio scandaloso di Calvarese, ma non sarà fermato: l’Aia aggiorna il protocollo nella sosta

Bufera Var, l’arbitro Calvarese nell’occhio del ciclone. Questa sosta sara’ l’occasione per riaggiornare il protocollo dell’uso del Var e cioe’ per uniformarlo quanto piu’ possibile, indicando agli arbitri del campionato italiano in maniera ancora piu’ dettagliata gli episodi nei quali e’ possibile ricorrere all’ausilio della tecnologia. In questi quindici giorni si esaminera’ proprio l’aspetto del dialogo tra il responsabile al Var e l’arbitro in campo per migliorare ulteriormente l’uso della tecnologia. Ecco quanto riportato da Il Mattino:

“L’argomento e’ diventato caldo perche’ l’errore di Calvarese, che non ne ha fatto ricorso, si e’ aggiunto all’altro caso eclatante di Lazio-Torino quando il direttore di gara Giacomelli non vide il fallo di mani di Iago Falque (nell’azione che porto’ all’espulsione di Immobile) e non chiese l’ausilio del Var (c’era Di Bello con assistente Carbone). Un altro caso di silent check si e’ registrato in occasione di Crotone-Napoli quando l’arbitro Mariani non chiese l’intervento di Doveri al Var per un mani di Mertens in area che scateno’ le proteste di Zenga: un episodio pero’ sensibilmente diverso, con il braccio del belga attaccato al corpo, a differenza di quello di Bernardeschi che invece aveva il braccio largo. Altro errore grave in Sampdoria-Sassuolo con arbitro Gavillucci che non ha visto un rigore a favore del Sassuolo per mani di Torreira e anche in quel caso non ci fu interventoda parte del Var. Il protocollo Var. Questi episodi in serie non vengono individuati come una possibile «crisi di rigetto» degli arbitri all’uso dello strumento tecnologico ma qualcosa va migliorato per evitare errori in futuro. Ma l’errore a Cagliari di Calvarese e’ stato evidente. Sul cross di Padoin il tocco di mani di Bernardeschi era chiaro: il direttore di gara non ha assegnato il rigore e non ha chiesto l’intervento della supervisione attraverso il monitor. Ha optato per l’involontarieta’ non chiedendo l’aiuto del Var e per il protocollo attuale Banti poteva intervenire per far rivedere all’arbitro l’immagine solo se avesse definito l’episodio tra quelli catalogabili come errori gravi (tipo una palla schiaffeggiata con un braccio alto). Invece se lo avesse fatto sarebbe potuto tornare sui propri passi per correggere la propria decisione”.