De Bruyne: “Fab Four? Non mi interessa nessun nome”
Nessuna etichetta, nessuna formula da inseguire. Kevin De Bruyne, nella sua intervista a Radio Crc, ha ridimensionato il dibattito attorno al cosiddetto Fab Four, il quartetto formato con Anguissa, Lobotka e McTominay.
Il centrocampista belga ha scelto una linea molto chiara. Più che sui nomi o sulle definizioni, il suo ragionamento si concentra sull’equilibrio in campo e sulla capacità dei giocatori di convivere dentro lo stesso sistema. Per De Bruyne, il tema non è chi possa stare dentro o fuori, ma come le qualità dei singoli riescano a incastrarsi.
Nel suo intervento, il belga ha anche richiamato la sua esperienza al Manchester City, spiegando di essere abituato a giocare accanto a grandi campioni. Da qui nasce la sua convinzione: i calciatori forti possono coesistere, a patto di sapersi adattare e leggere bene le esigenze della squadra.
Questo il passaggio delle sue parole: “Fab Four? Non mi interessa nessun nome. Sento che a volte intorno c’è troppo rumore. Sai quando giocavo al City, giocavo con i migliori giocatori del mondo: penso che tutti possano giocare insieme, è solo una questione di adattarsi con i ragazzi con cui giochi in quel momento. C’è molta qualità con tutti e quattro in campo: hanno fatto molto bene in passato, stanno facendo molto bene ora, mi hanno aiutato a migliorare”.
Il messaggio è netto. De Bruyne non alimenta il dibattito sui soprannomi e sposta l’attenzione sulla sostanza. Conta il rendimento, conta la qualità, conta soprattutto il modo in cui un gruppo riesce a funzionare insieme.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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