Del Genio: “Problemi tattici e Lobotka può cambiare tutto”
Il momento del Napoli continua a far discutere e ad alimentare riflessioni che vanno oltre il semplice dato fisico. Nel corso della trasmissione Linea Calcio su Canale 8, Paolo Del Genio ha offerto una lettura più profonda delle difficoltà vissute dagli azzurri, spostando l’attenzione soprattutto sull’aspetto tattico.
Secondo il giornalista, il rendimento altalenante della squadra non può essere spiegato solo con la condizione atletica, ma va ricercato anche in alcune scelte di gioco che finiscono per rendere il Napoli prevedibile agli occhi degli avversari. Un problema che, col passare dei minuti, rischia di diventare anche mentale, facilitando il pressing rivale e limitando le soluzioni offensive.
In questo scenario, il possibile ritorno di Stanislav Lobotka viene visto come un fattore chiave per ristabilire equilibrio e fluidità nella manovra. La sua capacità di abbassarsi tra i centrali e di favorire un’uscita più pulita dal basso potrebbe restituire al Napoli quella varietà di gioco necessaria per valorizzare gli uomini offensivi e creare situazioni di uno contro uno più efficaci.
Del Genio ha spiegato così il suo punto di vista: “Noi dobbiamo cercare di capire l’origine dei problemi che, credo io, potrebbe essere più di carattere tattico che fisico. Altrimenti non mi spiego il fatto che a volte corri fino alla fine e altre no. Magari è uno squilibrio che va a intaccare anche la mente. Così gli avversari capiscono che noi la buttiamo lunga e così siamo più leggibili e ci vengono a pressare perché sanno che noi non alleniamo l’uscita dal basso che andrebbe alternata al lancio lungo di Milinkovic-Savic”.
Sul centrocampista slovacco, il giornalista ha poi aggiunto: “Può incidere tanto, a volte lui si mette in mezzo ai centrali, sia col vecchio modulo che con questo, e aiuta la squadra in uscita. Lo ha sempre fatto. Così con lui c’è la voglia di cercare uscita, appoggi per arrivare ai nostri attaccanti in modo veloce. Non pretendo il tiki-taka ma 3-4 passaggi per permettere agli attaccanti di fare l’uno contro uno. Hojlund un po’ sulle palle alte si batte ma gli altri no, come fanno?”.
Un’analisi che riporta il dibattito su un punto centrale: senza alternative di gioco e senza un palleggio credibile, anche la corsa e l’intensità rischiano di non bastare.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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