Importanti novità sui diritti tv
“Maggio-giugno è la scadenza più ottimistica, settembre quella più realistica, così assicurano fonti vicine al dossier. Sarebbe insensato e rischioso muoversi prima della risoluzione della querelle Vivendi-Mediaset: che si trovi un accordo fra Cologno e Parigi o che sia il Garante per le comunicazioni a risolvere lo stallo stabilendo se la contemporanea presenza dei francesi in Mediaset e Telecom superi i limiti di concentrazione stabiliti dalla legge, al mondo del pallone in fondo importa poco. Fondamentale è uscire dall’incertezza. Prima della serie A infatti si conosceranno i destini della Champions: l’asta dovrebbe concludersi fra marzo e aprile. È un piatto ricco: quattro squadre italiane ammesse nella fase a gironi, nuove fasce orarie e la decadenza dell’obbligo di trasmettere almeno una gara in chiaro. La Uefa vuole monetizzare le novità: si aspetta un aumento del 30% rispetto agli attuali 225 milioni l’anno. Sono nove i pacchetti a disposizione, Mediaset con le mani legate e scottata dalla precedente esperienza, giocherà un ruolo molto più defilato. In pole c’è ora Sky, anche se altre emittenti come la rampante Discovery possono puntare a qualche fetta della torta. Difficile che la Rai, nonostante i maggiori introiti dal canone in bolletta, si avventuri in un terreno che non esplora da anni spendendo almeno 50 milioni per uno «slot».
In questo contesto non è facile prevedere quali budget saranno dedicati alla serie A dopo le spese in Europa: l’obiettivo della Lega e quello dell’advisor Infront è incrementare il miliardo e duecento milioni di euro incassato due anni fa. Anche qui molto dipende dalla concorrenza interna: le trattative fra Sky e Premium — le ultime indiscrezioni parlano di un accordo commerciale — rischiano di far saltare il banco. Il tempo poi gioca a favore della tv di Murdoch: essendo l’unica superpotenza finanziaria ha tutto l’interesse a ottenere il massimo a prezzi «ragionevoli». Per scongiurare il «monopolio» o la svendita dei diritti (ci sono comunque clausole di salvaguardia se l’offerta non raggiunge minimi garantiti), esiste un piano B che circola sui tavoli della Lega. Creare un canale autonomo con contenuti da distribuire alle tv e alla rete della banda larga. Per realizzarlo serve un partner finanziario, i colloqui con fondi d’investimento sono in corso. A godere di ottima salute, almeno televisiva, è la Coppa Italia (da assegnare con lo stesso bando 2018-2021). Con una spesa limitata (25 milioni circa) il ritorno è elevato. L’interesse è alto, anche da parte di Urbano Cairo editore di La7 (e del Corriere).

