EUROBASKET – Il bilancio

 
 
   

A poco più di una settimana dalla fine di Eurobasket 2015 è tempo di tirare le somme riguardo l’avventura azzurra. Le speranze alla vigilia erano moltissime, forse non tutte ripagate da un comunque ottimo quinto posto.

COSA HA FUNZIONATO

I tre NBA, Gallinari, Bargnani e Bellinelli hanno prodotto quanto si sperava. Gallinari è stato il nostro faro offensivo per tutta la competizione, Belinelli è stato il secondo violino ideale e Bargnani è ha fatto vedere perchè nel 2006 era considerato una prima scelta NBA, mostrando tutto il suo straordinario repertorio offensivo.

Il carattere. L’inizio di Eurobasket è stato psicologicamente devastante, l’Italia non convinceva a livello di gioco e dopo due sole partite si ritrovava orfana del proprio capitano Datome. Contro la Spagna, futura vincitrice dell’Europeo, serviva una partita di enorme carattere e intensità, e così è stato. Da dopo quella vittoria il nostro Europeo è svoltato, abbiamo ritrovato la grinta necessaria per continuare e superare le difficoltà, cosa non scontata per una squadra non abituata a giocare assieme.

Gentile e Aradori. Non era scontato il loro inserimento con i tre NBA, si sono invece calati alla perfezione nel ruolo. Aradori ha sempre dato un contributo fondamentale uscendo dalla panchina e Gentile si è caricato la squadra sulle spalle più volte, pur non essendo la nostra prima opzione offensiva.

COSA NON HA FUNZIONATO

La difesa. Vero è che di buoni difensori in squadre ne avevamo pochi, ma aspettarsi qualcosa di più era lecito. Poca difesa di squadra e scelte discutibili (emblematica quella di passare sopra ai blocchi su Schroeder) ci hanno castigato a più riprese, soprattutto sui pick’n roll centrali. “L’attacco fa vincere i biglietti, la difesa vince le partite”, purtroppo.

Gli isolamenti. Nei momenti di difficoltà sono stati la nostra unica opzione offensiva. Va bene sfruttare l’enorme talento uno contro uno delle nostre stelle, ma un attacco così monotematico alla lunga diventa prevedibile. Con tutto il talento a disposizione era auspicabile un gioco offensivo più corale e efficace.

 

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