Il difensore azzurro Federico Fernandez è stato l’ospite speciale di In Casa Napoli in onda su Piuenne. “Siamo contenti della vittoria speriamo di finire il campionato in questo modo. Coppa Italia? E’ sempre un privilegio arrivare in finale, ci impegneremo per vincere. Higuain? Gonzalo ha fatto tante reti ma anche assist. Anche Mertens e Callejon hanno fatto un grande campionato. Goal contro il Bayern? E’ stata una grande emozione – ricorda il difensore – era il mio primo anno a Napoli. Peccato non essere riusciti poi a pareggiare quella gara. Quando sono arrivato a Napoli ero più giovane e dovevo imparare ancora. Arrivai allora in una squadra già fatta, in cui non era facile inserirsi in modo veloce. Nel secondo anno poi decisi di andare via perchè non stavo giocando con assiduità. Andare al Getafe mi ha fatto sicuramente bene. Reina? Con la fiducia dei compagni è molto piu facile. Avere Albiol e Pepe dietro è importantissimo. Quanto è diverso il modulo di Benitez da quello di Mazzarri? Sono due difese diverse, una a tre, l’altra a quattro. Benitez vuole che noi difensori usciamo palla al piede, per avviare il gioco sempre in modo veloce con palle filtranti. Ogni allenatore ha le sue qualità. Rafa sta facendo grandi cose. Con lui mi sto trovando molto bene e spero di migliorare ancora. In estate potevo partire? E’ vero sarei potuto partire perchè volevo giocare. L’importante comunque è che sono rimasto e ho dimostrato che posso fare bene. Ora approfitto di questo momento ma so che si deve continuare così fino alla fine del campionato. Difesa azzurra un po’ disattenta? Abbiamo iniziato la stagione facendo tante reti e questo problema lo si è evidenziato di meno. E’ vero però che quando fai 4 gol e ne subisci due sembra che è tutto a posto, ma poi alla fine non è così perchè sul 3 a 1 corri sempre il rischio di subire il secondo gol e di complicare la partita. Ecco perchè occorre gestire meglio la partita in fase difensiva. Occorre lavorare su questo punto. Anche perchè in Italia tante squadre ti aspettano dietro per poi colpirti con le ripartenze. In Argentina cosa conoscevo di Napoli? Conoscevo Napoli per la storia di Maradona. Poi prima di venire ho parlato con Sosa che mi ha spiegato della società e della città. Maradona? A Napoli è un dio. Lo è anche da noi. Quello che ha fatto lui come calciatore è unico. Neanche Messi può eguagliarlo. Se resto a Napoli? Sì, si. E’ chiaro che siamo una grande squadra e magari in estate ci sarà il solito giochino del mercato, però… Napoli e l’Argentina? Sono molto simili, anche in Argentina la gente è calorosa ma a Napoli il tifo è speciale perchè la città ruota tutta intorno al calcio. Un prete ci disse: ragazzi quando vincete la città ride. Fiorentina? Sappiamo che c’è ancora da migliorare. La finale è una partita secca e bisogna essere concentrati al massimo, perche ogni errore lo si paga caro”.
fonte:areaNapoli
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