A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele
Auriemma è intervenuto Gianni De Biasi, ct della Nazionale albanese
“E’ stata una sensazione molto brutta in Albania perchè chi vive le
partite da casa può cambiare canale. Noi, invece, non potevamo farlo,
c’era tanta tensione e avevamo molta paura. I tifosi entravano e la
polizia non c’era. Cana ha preso anche un pugno e tutto questo
accadeva davanti agli occhi della polizia che non faceva nulla.
Negli spogliatoi non è accaduto nulla, ma nel tunnel si, alcuni
calciatori sono caduti, altri hanno avuto dei problemi. C’erano 27.000
persone cariche al massimo. Ho solo beccato una monetina, ma volavano
pietre che però per fortuna non mi hanno colpito.
Subito dopo il sorteggio ero rimasto stupito di come la Uefa avesse
consentito di far giocare Serbia e Albania nello stesso girone. Fino a
poco tempo fa erano acerrime nemiche per cui la scelta è stata
sbagliata. Non credo che la Uefa ci faccia ripetere la partita, non ci
sono proprio le condizioni di sicurezza che possa garantire l’equità
di trattamento. Credo altresì che noi eravamo prontissimi, stavamo
giocando meglio di loro, abbiamo avuto due occasioni gol clamorose e
loro zero per cui avremmo giocato senza timore a viso aperto.
I nostri tifosi sono rimasti in Albania, eravamo in pochi.
Sulla gara di ritorno non ho certezze, sono però certo che gli
albanesi avranno prima di tutto il rispetto del gioco del calcio per
cui non saranno animati da vendette personali o politiche. Il nostro
obiettivo è dimostrare che siamo uno stato importante”.

