L’eliminazione del Napoli dall’Europa League non spaventa Garcia in chiave secondo posto: “Sono certo che andremo direttamente in Champions senza passare per i preliminari – ha detto il tecnico della Roma – ma adesso pensiamo alla partita col Chievo: fare tre punti sarà fondamentale”. Poi il capitoloTotti: “E’ tornato, è in grande forma, certo non può giocare cinque partite in dieci giorni ma sta bene. Se andasse ai Mondiali sarei molto felice”.
LA CONFERENZA STAMPA
La corsa al secondo posto: l’eliminazione dalle coppe del Napoli aumenta le insidie?
C’è sempre un lato positivo e uno negativo. Perdere, con la partita di ritorno in casa, non è certo postivo. Poi, di conseguenza, succede che hai meno partite e questo può essere di aiuto
Totti al Mondiale: cosa ne pensa?
Se andasse in Brasile sarei felicissimo, per lui, per tutti noi. Adesso conta per me che giochi bene e basta. Poi deciderà Prandelli. Totti sta bene, è tornato in grande forma fisica e mentale, ha sempre tanta voglia di giocare. E’ esemplare. Poi non dico una novità se dico che non può giocare cinque partite in dieci giorni, ma questo non toglie che stia bene e sia in forma.
Lijajc come sta?
Sta bene, nessun caso, le mie scelte sono sempre valutate attentamente. Tutti con me si sentono importanti perché tutti lo sono. Siamo al’inizio di due settimane con tante partite e tutti sono coinvolti nel progetto.
L’obiettivo iniziale era il ritorno in Europa, poi è diventata la Champions. Nel suo libro ha parlato di un preliminare con il Lille al termine del quale giocatori e società sentivano di aver finito la stagione. Teme lo stesso alla Roma?
“Mi dispiace parlare di questo, non succederà. Andremo direttamente in Champions. Se accadrà sarà un vantaggio aver già vissuto questo. È sicuro che la mia esperienza potrà servire”.
Gervinho non entra mai nelle rotazioni. Questo può aver penalizzato qualcun altro?
“Quello che conta sono i risultati, le statistiche. Se un giocatore è decisivo o no. Per un attaccante segnare o fare assist o partecipare all’azione vincente. Su questo piano posso dire che bisogna vedere il profilo del giocatore, se ho la fortuna di avere due o tre giocatori dello stesso profilo, che possano saltare l’uomo e dare profondità, o punte centrali, posso fare delle scelte. Quando ho un solo giocatore di quel profilo mi sembra normale, se le cose funzionano bene, andare avanti così. Ma bisogna fare attenzione al lato fisico, cose che si vedono giorno per giorno più che gara per gara. Penso solo a vincere, quello è importante e dopo il Chievo vedremo per la gara in casa col Torino”.
Pensa di poter essere l’allenatore del debutto della Roma nel nuovo stadio?
“Lo spero, ma non dipende solo dalla voglia dell’allenatore. Sono uno che ha la valigia sempre pronta, può succedere di tutto. Sto benissimo qui, ma vedremo”.
Florenzi non è mai stato impiegato a centrocampo. Viste le assenze, potremo vederlo in quel ruolo?
“Sì, può giocare a centrocampo. È anche una decisione mia, quella di tenerlo fresco fisicamente perché se a centrocampo c’è bisogno è più semplice per lui entrare che giocare dall’inizio a centrocampo. È un parametro che ho preso in esame. Non abbiamo ancora Daniele De Rossi per questa partita, dobbiamo trovare soluzioni, anche se Luca Mazzitelli cresce e penso sia pronto a entrare”.
Secondo lei Balotelli è un giocatore da Roma?
“Non è il momento di parlare di mercato, abbiamo una stagione da finire. Voglio che tutti siano concentrati su questo. Non sento il bisogno di parlare di acquisti o giocatori della Roma che vanno via, per il momento non vedo questa cosa utile. Ci sono tanti buoni giocatori fuori, ma ci sono giocatori buoni alla Roma”.
Romagnoli è diventato un terzino o tornerà ad essere un’alternativa al centro?
“Quel che conta è quel che sappiamo e pensiamo di sapere su Alessio. È un centrale, sicuramente, ma è anche un polivalente, intelligente, ha una maturità per la sua età che è importante. È entrato in modo sereno, ha fatto molto bene in un ruolo dove deve ancora imparare delle cose. È semplice dire che quando gioca lui a sinistra siamo più forti in difesa ma meno in attacco, non è il suo profilo dare qualcosa in più sul piano offensivo, ma guadagniamo qualcosa in più sui colpi di testa”.
Totti e Destro non hanno giocato spesso insieme. Possono essere una soluzione da adottare?
“È una soluzione che ha funzionato bene nell’ultima gara. Dipende dalla forza e dalla debolezza dell’avversario. Sappiamo che possono segnare, abbiamo anche un giocatore che può fare tanti assist e far giocare la squadra. Il problema può essere quando iniziano entrambi, avere in panchina un giocatore che può giocare al centro, non in contropiede ma nel finale di partita. Se sono tutti e due sono stanchi può essere un problema”.
Fonte:sportmediaset

