L’e
dizione odierna della Gazzetta dello Sport propone un’intervista a Igor Bobik, primo allenatore di Hamsik, nel giorno del ritorno del capitano del Napoli a Bratislava per sfidare lo Slovan in cui è cresciuto: “Un bambino prodigio, ma soprattutto un ragazzo buono, un campione di semplicità. Quando lui arrivò, anche la mia famiglia si mise a disposizione. Durante la settimana dormiva in uno degli appartamenti all’interno dello stadio Tehelne Pole, ora in ristrutturazione. Usciva coi compagni di squadra e passava i weekend da noi, giocavamo a tennis e a hockey su ghiaccio. E’ sempre stato umile – ha proseguito -, discreto ma sorridente, aveva una gran visione di gioco, faceva il centrocampista centrale: per me è stato il migliore nei due anni di Slovan. Io dico a Marek di continuare a dare sempre il massimo. Ma perché Hamsik dia il massimo è anche necessario dargli libertà di manovra, credere di più in lui, farlo giocare con continuità e assecondare il suo istinto creativo. E’ un combattente, vuole sempre vincere”.

