GdS – Milan, Mihajlovic è già alla sbarra: risultati deludenti e niente gioco

   

Un anno fa dopo sei partite il Milan di Inzaghi era quinto con 11 punti, 13 gol segnati e 9 incassati. Oggi il Milan di Mihajlovic (con un calendario molto simile) è decimo con 9 punti, 8 gol segnati e 9 incassati.

1: NIENTE GIOCO — Primo capo d’accusa: il Milan gioca male, senza fluidità. Ieri dopo la sconfitta con il Genoa il tecnico ha sottolineato la mancanza di cattiveria. Ma la superiorità tecnica e della manovra dovrebbe consentire di vincere anche contro avversari più determinati. Invece il gioco non scorre, i piedi buoni (o presunti tali) non incidono e il tecnico sembra ancora alla ricerca della formula giusta: “Facciamo bene solo un tempo a partita. Contro il Genoa ci è mancata cattiveria – dice Mihajlovic -. Non basta chiamarsi Milan. La cattiveria è la prima cosa. Poi, certo, dovevamo anche giocare meglio“. Il tecnico non commenta le decisioni arbitrali, è apparso evidente il fastidio dell’ambiente rossonero per la direzione di Tagliavento, ma non è il caso di cercare alibi.

2: FORMAZIONE SBAGLIATA — Secondo capo d’accusa: la formazione non convince. De Jong non può fare la mezzala. I centrocampisti di Marassi andavano tutti alla stessa, lenta andatura: mai un cambio di passo. Cosa ha fatto di male Poli per essere dimenticato in panchina anche se Kucka e Bertolacci sono reduci da infortuni? Meglio De Jong fuori ruolo che Poli in campo? E poi: Bonaventura rende più da mezzala che da trequartista, in particolare contro squadre come il Genoa. Se riceve la palla con le spalle alla porta Jack fa più fatica e poi il suo dinamismo sarebbe stato più prezioso da interno. “Queste sono le classiche discussioni che si fanno dopo – si difende Mihajlovic -. Se avessimo vinto, Bonaventura sarebbe stato promosso come trequartista. Abbiamo perso e invocate per lui un altro ruolo. La realtà è che può fare entrambe le cose, deciderò partita per partita”. Ieri non hanno convinto nemmeno i cambi: dopo l’espulsione di Romagnoli, il tecnico avrebbe potuto insistere con De Jong centrale in difesa (“Non l’ho fatto perché non l’avevo provato in allenamento. Non devo improvvisare, ma fare cose logiche”. De Jong mezzala è logico?) invece di inserire Ely trenta secondi prima dell’intervallo e poi Bacca è entrato tardi: “Ma la squadra stava creando molte occasioni. Non serviva mettere Carlos”.

3: RENDIMENTO DELLE PUNTE — Terzo capo d’accusa: la gestione dell’attacco. E’ passato più di un mese dall’arrivo di Balotelli, eppure sembra che Mario si alleni con Bacca e Luiz Adriano da ieri. Non è semplice far convivere Mario, individualista per vocazione e caratteristiche, con un altro attaccante. Ma bisogna trovare una soluzione, perché a Udine è stato inesistente Bacca mentre a Genova si è visto pochissimo Luiz Adriano. Mihajlovic continua a escludere l’idea del tridente se non come soluzione estrema da finali di gara, però Mario predilige la trequarti come territorio di caccia. Ieri è stato insidioso anche in area, ma è portato a muoversi più lontano dalla porta. “Abbiamo tre attaccanti importanti – chiude Sinisa – e ne sceglierò due per volta. Chi merita, gioca”. Ma il potenziale offensivo è notevole e va sfruttato. E la cattiveria, in questo caso, c’entra poco: serve semplicemente una squadra che giochi meglio e che esalti le caratteristiche naturali dei suoi interpreti.

Fonte: gazzetta.it

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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