Si fa un gran parlare attorno alle giovanili del calcio Napoli. Proviamo ad analizzare con attenzione alcuni dati del lavoro del responsabile Gianluca Grava.
La primavera continua a non decollare perché? Ma il presidente non vuole investire? Li ha o no sti soldi..? Che rabbia per Di Natale, era qui e non ce ne siamo accorti!!!”
Tante voci, tante dicerie e anche troppe polemiche attorno al settore giovanile partenopeo, forse perché fa più notizia dire: “non funziona nulla“. E invece no, non sarebbe corretto per chi come il responsabile del settore giovanile azzurro Gianluca Grava, dopo essere stato protagonista di mille battaglie riuscendo a fermare gente del calibro di Ronaldinho e Del Piero, da ormai due anni e mezzo sta affrontando la sfida più difficile: far crescere la “scugnizzeria“. Parola tanto cara al presidente, spesso inflazionata, che racchiude un progetto ambizioso ma lasciato riposto nel cassetto per troppi anni e ora affidato a lui, il “soldatino” che si trasforma in “generale“. E allora cominciamo a sciorinare un pò di numeri: proprio lui ha cercato di circondarsi del meglio che c’era intorno in termini di osservatori e collaboratori, e in tal senso quest’estate con Daniele Petrone, il “mago di Benevento“, con Emanuele Maione, conosciuto come uno dei “must” nell’ambiente (clicca qui per articolo), e il ritorno di don Salvatore Nardi, si è cercato di fare il salto di qualità. Ma anche gli allenatori, gente del calibro di Saurini, Marino, Panico e Carnevale, sono il meglio che si possa trovare sul mercato per far crescere dei ragazzi e trasformarli in veri uomini. Infine, non vogliamo dimenticare il valore aggiunto dato dall’equipe di preparatori atletici e fisioterapisti, tutti personalmente scelti e indicati dal dottor De Nicola ,il numero uno nel suo campo in Italia.
Si sa per dare il via a una rifondazione bisogna cominciare dal “basso“, iniziando proprio dai ragazzi dell’anno 2000 che in parte hanno già fatto il salto nella categoria Allievi A-B. Grava ha portato nella Cantera gente del calibro di Micillo, Manzi (scovato tra gli Allievi dell’Ischia), Pecorella, Ferrara, Bartiromo, o addirittura dei 2001 come Giliberti, Celentano, Gallo e Corcione, ma anche alcuni ’98 come Acunzo, Liguori, Schiavi e ’97 come Carcaterra per rinforzare la categoria degli Allievi.
La Primavera non sta vivendo un periodo d’oro e, per onestà, non ha mai raccolto risultati troppo lusinghieri nell’intera gestione De Laurentiis, ma il gruppo è nuovo e da compattare. Come detto gli Under 19 sono la punta di un iceberg, che può permettere di raccogliere i frutti e fornire talenti pronti per la prima squadra solo dopo aver seminato bene nel tempo, per questo la parola d’ordine qui è pazienza.
La squadra degli Allievi Nazionali A-B è composta soprattutto dagli ex Giovanissimi Nazionali che l’anno scorso hanno raggiunto le Final Eight di Chianciano Terme, eliminati solo in semifinali dall’Inter. I ragazzi si stanno facendo valere nel loro campionato di categoria tra diversi alti e pochi bassi, che però sono fisiologici per crescere.
Quello degli Allievi Nazionali Lega Pro è una campionato “nuovo” per il Napoli, al quale ha deciso di parteciparvi per la prima volta quest’anno. Attualmente la squadra è un pò in difficoltà anche perchè calata in una realtà contro squadre che fanno dell’agonismo l’arma principale, ma ha tutti gli strumenti per rialzarsi.
I Giovanissimi Nazionali sono sicuramente il “gioiellino” della Cantera Azzurra, squadra fortissima, una vera macchina da gol (clicca qui per articolo), con alcune individualità come Giliberti, Lauro e D. Esposito che hanno portato nell’ultimo match casalingo col Messina sia Grava che Saurini ad assistere ai loro numeri (clicca qui per articolo).
