Finalmente Marek, il pubblico del San Paolo ha cominciato a riveder la stella. In fondo quando gira lui si nota eccome e sabato sera contro il Milan di Seedorf si è visto.
Anche il Napoli di Benitez non può fare a meno della classe cristallina del fuoriclasse slovacco, vade retro opinionisti filo settentrionali prevenuti, non è una questione di posizione in campo, schemi o moduli ma solo di condizione fisica da ritrovare mettendo legno in cascina ossia minuti nelle gambe dopo l’infortunio.
Marek è un professionista esemplare, mai una parola fuori posto, un vero e proprio capitano silenzioso. Napoli ha capito tutto, i napoletani hanno un’intelligenza arguta ed anche per questo hanno adottato Hamsik fin dal primo giorno in azzurro, quando era appena un adolescente con bermuda, borsello, infradito e qualche brufolo sul mento. Verso fine agosto è capitato un evento che va ricordato, gli ultras delle curve non citano mai od osannano un calciatore, la loro mentalità è racchiusa tutta nella famosa frase: ‘solo la maglia’. Invece no, l’attaccamento di Hamsik e l’Amore profuso verso la maglia e la città hanno sovvertito ogni schema; ad inizio stagione la Curva A gli ha dedicato un enorme striscione che recitava: “Più della provenienza conta il senso d’appartenenza, non ha mai mostrato avidità, incoroniamo Hamsik figlio di questa città!”.
Beh il testamento, i tifosi del Napoli, lo hanno già scritto. Un tecnico come Rafa Benitez può solo farlo migliorare, l’obiettivo del vate di Madrid è uno: Hamsik deve consacrarsi e prendersi più responsabilità in mezzo al campo; più che 17 deve diventare il numero 10 del futuro. Quello che hanno tutti i top club d’Europa, la 10 da noi si sa non si tocca, appartiene al più grande ma il senso e gli ordini di Rafa sono quelli. Col Milan si sono visti i primi segnali, quando c’è lui in campo si riescono a vedere de le cose belle, che portano al ciel, per un pallone tondo… Già col Milan uscimmo a riveder la stella…
Fonte: tifonapoli

