L’edizione odierna de Il Mattino fa il punto della situazione sulla trattativa per il rinnovo di Sarri:
“È uno stallo micidiale, gonfio di malumori. Uno stallo da cui entro poco, in ogni caso, Sarri dovrà uscire. Facendo la sua scelta: restare o andare via, accettare, rifiutare o rilanciare l’offerta di De Laurentiis. Ma ieri, a Castel Volturno, il suo umore nero non è affatto di buon auspicio per l’esito della trattativa sulla sua permanenza al Napoli. Resta ancora muto con i suoi fidati collaboratori (dopo il silenzio del giorno prima), scrolla più volte le spalle quando qualcuno prova ad approfondire l’esito del vertice del giorno prima a casa sua. E alla squadra parla esclusivamente della gara con il Crotone, non certo del suo futuro, argomento che potrebbe definire anche le sorti di un bel po’ di giocatori della rosa azzurra.
Tormento e tormentone. Il costruttore della più bella macchina di calcio in Italia è turbato. E non poco. Probabile che certe frasi di De Laurentiis, riflettendo a mente fredda, non gli siano andate giù. Ma è ancora più probabile che ieri, il suo agente-amico Pellegrini, in missione nelle zone della Filmauro, alla ricerca di un primo passo significativo verso una intesa economica, non abbia mandato segnali positivi. Ma è chiaro, è una trattativa di rinnovo che muove i primi passi formali e quindi come in ogni affare ognuno gioca la sua (legittima) partita. C’è chi fa la sua offerta, magari c’è chi vuole che sia l’altro a fare la prima mossa; e poi c’è il rilancio; ci sono i bluff e tutto il resto. E nel mezzo richieste di vario tipo.
Nulla è completamente compromesso, ma nulla è ancora definito. E il tempo passa. Questo non significa che la fumata bianca non arriverà: significa solo che bisogna ancora lavorare. Molto. Moltissimo. Ma è lo stesso Sarri che evitando, ogni volta che ha potuto negli ultimi tempi, di proiettare ogni parola al futuro, ad ammettere le sue perplessità. Che dall’incontro di mercoledì, in ogni caso necessario per capire le reciproche posizione, non si sono smussate del tutto. Sarri non riesce a superare lo scoglio del timore di non poter far meglio. Ne è ostaggio: non riesce a passarci su. Ed è questo che lo spinge a non dire di sì. De Laurentiis, che lo considera la sua prima scelta, gli ha spiegato che non diventerebbe un tecnico di scarso appeal se arrivasse quarto o quinto la prossima stagione. Quel che conta è la continuità del suo gioco. Ma lui, Sarri, non pensa sia vero: dopo aver sfiorato lo scudetto, non può deludere i tifosi azzurri. Ed è anche sul progetto condiviso che bisogna ancora cercare un punto di contatto: per De Laurentiis la rosa va ruotata il più possibile, con turnover e cambi ogni volta che si può. Ovviamente sull’aspetto della gestione tecnica, l’allenatore di Figline non accetta intromissioni e quindi è un tema, questo, su cui si rischia la rottura”.

