Dopo i tre schiaffi di Palermo e i quattro giri sulla giostrina turca, dinanzi al Napoli si presenta il solito rognoso Sassuolo con gli azzurri costretti a conquistare l’unico risultato disponibile per accorciare ulteriormente sulla Roma. Un’impresa ardua, resa ancora più faticosa per l’assenza di Gonzalo Higuaìn, autentico trascinatore dei partenopei. Gli uomini di Di Francesco non fanno sconti e per lunghi tratti della partita assorbono i colpi dei padroni di casa tentando di colpire con la loro arma prediletta: il fuorigioco.
TOP – Le scelte offensive di Rafa Benitez puntano su Gabbiadini sulla destra e Callejon sul lato opposto.
Ma le attitudini di Manolo poco si sposano con un gioco statico che prevede un centro boa possente come Zapata. Se si somma anche lo scarso apporto delle ali, Ghoulam e Maggio, ecco che in sessanta minuti la difesa del Sassuolo ha vita facile. Finché non sale sugli scudi proprio Duvan Zapata (cinque reti in 409 minuti giocati, ovvero un gol ogni 81’), che riesce a dialogare bene solo con Hamsik posto subito dietro di lui, e concretizza la palla filtrante del capitano azzurro piazzando la rete che cambia senso alla partita. Il Napoli appare più disinvolto e, complice l’innesto di Mertens su Gabbiadini, anche il bomber colombiano, chiamato nell’ingrato compito di sostituire il Pipita, conquista, difende e gira palloni su palloni e non è un caso che poco dopo, dai piedi del migliore in campo, arriva anche un assist al bacio per l’accorrente Hamsik che raddoppia in un match diventato all’improvviso in discesa.
FLOP – Un match, però, che poteva avere anche un epilogo diverso per un fallo tanto cattivo quanto inutile che Dries Mertens commette sotto gli occhi dell’arbitro che non può far altro che mostrare il rosso al folletto belga. Poche righe per sottolineare con la matita blu un autentico colpo di follia che lascia, così, gli azzurri in dieci a circa venti minuti dal termine. Certo, la serata opaca di Gabbiadini sarebbe da flop, ma l’immatura ed avventata cattiveria di Mertens lo relega come il peggiore azzurro sotto i riflettori del San Paolo sebbene il suo ingresso avesse agevolato lo spostamento di Callejon sulla sua fascia di competenza ed allargato la manovra di gioco del Napoli offrendo più libertà ai movimenti di Zapata. Ingenuo!
Massimo Avino
