Il migliore ed il peggiore azzurro in Napoli-Genoa

NAPOLI-GENOALa prima giornata del girone di ritorno si apre sulla falsa riga con cui si era chiuso quello d’andata: Napoli vincente su una diretta avversaria per la qualificazione europea e ulteriore assottigliamento della distanza che separa i partenopei dalla tanto decantata Roma in piena crisi di risultati. Si giocassero tutte di lunedì sera, gli azzurri potrebbero ambire addirittura al primato: su dieci “Monday nigth” ben sei vittorie e quattro pareggi in attesa del prossimo che si disputerà il 23 febbraio sempre al San Paolo contro il Sassuolo. Mai come ieri Benitez era una furia in panchina, perché sa bene che di questo passo si rischia di intaccare ulteriormente le già fragili coronarie dei tifosi partenopei: il suo obiettivo ora è, almeno ogni tanto, di conseguire una vittoria senza soffrire, chiudendo la partita nei tempi e nei modi che la qualità tecnica della rosa del Napoli consente di fare. Anche perché il gol subito è oramai fisiologico e, quindi, è d’obbligo sollecitare ancor di più la fame degli azzurri nel concretizzare maggiormente sotto porta.

TOP – Chi certamente non deve essere stimolato è Gonzalo Higuaìn. HIGUAINUn giocatore colossale, epico, rabbioso, il personaggio adatto per un eventuale sequel de “Il Gladiatore”. Il Pipita, rispetto al suo predecessore trasferitosi sotto la Torre Eiffel, non è solo un cannibale da area di rigore capace di sfruttare al meglio il fisico atletico. E molto di più. E’funambolico in ogni dribbling, spettacolare ad ogni tocco palla, emozionante in ogni accelerazione. Insomma, Higuaìn è un fuori classe, che vale in pieno il costo del biglietto. Trent’anni dopo, il San Paolo torna ad emozionarsi per quelle giocate che solo un argentino può immaginare, e, come quel leggendario numero 10, anche Gonzalo riesce ad unire spogliatoio, infiammare gli animi dei compagni oltre che dei tifosi, campione d’umiltà che abbraccia tutti a fine gara nonostante lui sia cinque gradini al disopra degli altri. In altre parole è un leader e il Napoli non può di certo fare a meno di lui. Per questo, spalla a spalla, uniti, si marci verso un secondo posto che tratterrà il Pipita ancora all’ombra del Vesuvio per ascoltare di nuovo l’urlo del San Paolo all’inno della Champion.

INLER9FLOP – Diciamo la verità, il Genoa di ieri sera, è parsa la controfigura delle passate giornate. Gasperini, che era imbattuto a Fuorigrotta, è costretto a rimescolare le carte per far fronte alle assenze ma di sicuro i rossoblù, se De Guszman e compagni avessero concretizzato le occasione costruite, non starebbero a lamentarsi per fuorigioco o rigori generosi. Ma se da un lato, l’olandese ex Swansea, ha peccato di precisione e di freddezza sotto porta, la sua gara, tutto sommato è stata discreta mantenendo sempre schiacciata la retroguardia genoana. Ma gli ospiti, inaspettatamente, ricevono il più classico dei regali in pieno stile Napoli. Inserimento centrale fra le linee, con il mediano azzurro di turno che si perde l’avversario e Iago Falque Silva che fa gioire i cugini liguri. In realtà, se ad inizio gara, la scelta di Benitez era parsa come una sonora e definitiva bocciatura di Jorginho, la gara di Gokan Inler, certamente onesta per la maglia sudata, ribalta ancora le gerarchie e rivaluta (ce ne fosse ancora bisogno?) le caratteristiche di Gargano la cui assenza è quella che maggiormente si avverte in mezzo al campo. Inler assolve, di certo, al compitino di sostituire il piccolo uruguaiano, ma da un giocatore del suo calibro e, del suo valore d’investimento, ci si attende sempre di più, non solo in termini quantitativi, ma soprattutto in quelli qualitativi.

Massimo Avino

"La prossima volta voglio nascere a Napoli ed essere napoletano a tutti gli effetti" (Lucio Dalla)

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