NAPOLI – Il Napoli è fatto così: se non fa soffrire, se non mette a dura prova le coronarie dei suoi tifosi, non è contento. Chi lo avrebbe detto che, dopo quel gol capolavoro di Insigne, il Napoli si sarebbe divorato e, pensa te!, con Higuain, almeno un paio di occasioni per raddoppiare per poi farsi raggiungere, a conclusione di uno di quei pasticciacci difensivi, dai gallesi sull’1-1? Un risultato che avrebbe portato lo Swansea alla qualificazione e il Napoli a una quasi vergognosa cacciata dalla Europa League. Il guaio è che, dopo il pareggio, la formazione di Benitez ha avuto sbandamenti che hanno fatto pensare al peggio. Per lunghi minuti, infatti, quasi che l’incidente subito dai suoi difensori li avesse tramortiti, gli azzurri non hanno capito più niente. A centrocampo subentrava quell’orgasmo che conosciamo fin troppo bene. Tanto che i più timorosi si aspettavano che gli ospiti sarebbero riusciti ad andare in vantaggio da un momento all’altro. Con un pò di fortuna, il Napoli riusciva a tenere, anche grazie a quell’autentico campione che ha tra i pali.Reina, che pure aveva avuto anch’egli qualche piccola responsabilità sul gol dello Swansea, oltre a qualche altra incertezza, si ricordava di essere uno dei più grandi portieri a livello mondiale. E a metà ripresa, con il risultato ancora immutato, salvava risultato e qualificazione con una deviazione con la punta delle dita. Ed era, quella, un’autentica scossa per il Napoli che, finalmente, si risvegliava e ricordava di avere uno dei più micidiali attacchi a livello europeo ed un attaccante, Gonzalo Higuain, che rende sempre più pallido il ricordo di Cavani. Il bello è che Insigne, che pure aveva fallito occasioni alla sua portata, aspettava il momento più complicato per ricordare la sua immensa classe. Mertens da pochi minuti aveva sostituito Insigne, una mossa che non tutti avevano capito, e con la sua freschezza unita all’indubbia, enorme bravura, stava mettendo scompiglio fra i difensori gallesi. Su un suo traversone, due di loro pasticciavano e il rimpallo finiva sul piede di Higuain, che questa volta non sbagliava. Era la fine di un incubo. Poi Inler, nel finale, perfezionava la vittoria, dopo una sgroppata lunga ed estenuente di Higuain, che cadeva in terra sfinito e felice..Napoli avanti, dunque. La sfortuna che lo aveva perseguitato in Champions prima con un sorteggio infame poi a causa della differenza reti (probabilmente la prima volta che una squadra viene eliminata con 12 punti all’attivo), stavolta ha dato una mano ai nostri. Che, in fin dei conti non hanno demeritato. Basterebbe pensare a quel gol capolavoro di Lorenzinho: un pallonetto di una precisione millimetrica, un colpo magico che è anche una risposta a chi, nonostante tutto, continua a criticarlo, affermando che Insigne ha una sola dote, la sua finta che non gli servirà più quanto tutti l’avranno imparata.Dimenticando, però, l’apporto incredibile che Insigne, con una generosità inesauribile, mette a servizio della squadra, non fermandosi un istante e aiutando i compagni in ogni zona del campo. Insigne sugli scudi, dunque. E un Higuain che è una fortuna averlo dalla nostra parte. So che a Madrid, ogni volta che Gonzalo va a segno, sacramentano malamente contro la società che se ne è liberato come fosse un peso morto e che l’aria di Napoli ha esaltato, facendone un attaccante che merita di partire titolare ai prossimi mondiali. Siamo proprio sicuri che, fra un’Italia che sotto la maglia azzurra indossa quella bianconera e un’Argentina che schiera Higuain, le simpatie dei napoletani andranno tutte verso la formazione di Prandelli? A parte questi discorsi, forse un tantino intempestivi, rallegriamoci con questo Napoli che, negli ultimissimi tempi, non è stato molto generoso nel regalarci soddisfazioni. Siamo in Europa e meritatamente. Dopo aver affrontato e piegato, checché se ne dica, l’avversario più insidioso che sia capitato alle italiane. Oratoccherà al Porto. Dire che è una squadra sicuramente alla nostra portata è più che riduttivo. I portoghesi segnano tanto e noi abbiamo nella difesa il nostro punto debole. E’ su questo reparto che Benitez dovrà lavorare come un matto. A me personalmente Henrique non mi ha entusiasmato e lo stesso Ghoulam ha fatto qualche passo indietro. Per fortuna abbiamo Fernandez in crescita (chi lo avrebbe detto fra tanti ipercritici all’inizio della stagione?) ed un Reina, portiere suntuoso. Combattiamo su 3 fronti, dobbiamo centellinare le nostre risorse. Ma “chiudere” le gare solo nel finale, dopo aver sprecato tanto ed aver regalato tanta paura ai propri tifosi, non è la migliore risposta. Quindi, vediamo di sistemare la questione il più presto possibile.Stendere l’avversario e poi stare a guardare. E’ così che fa la grande squadra. E il Napoli, quando se ne ricorda, lo è…
p.s. Anche stavolta la maglia gialla ha dato una mano. Sciocchezze? Forse. Ma io do sempre più ragione a quel genio di Peppino De Filippo. Finché questo colore funziona, crediamoci.
Fonte:napolimagazine.com

