NAPOLI – Tiene banco il “caso” Insigne. Le dichiarazioni rilasciate dal procuratore del calciatore, Fabio Andreotti, hanno gettato un’ombra piuttosto fitta sul destino del talento azzurro: “Il futuro di Lorenzo non è certo perché nel mercato non si sa mai, però lui vuole restare, è ancora giovane. È chiaro che ha mercato, è normale, ma presto vedremo la società per fare il punto”. Dichiarazioni quantomeno singolari che arrivano ad un anno di distanza dal rinnovo contrattuale, con scadenza 2019. Anche allora, il pressing dell’entourage del calciatore, fu asfissiante e alla fine il Presidente decise di assecondare (dopo una lunga e tormentata trattativa) le richieste del ragazzo. La strada, dunque, sembrava tracciata ma le recenti affermazioni dell’agente di Insigne hanno, inevitabilmente, alimentato dubbi e sospetti sulla reale volontà del ragazzo di proseguire la sua avventura partenopea. Parlare di adeguamento contrattuale, dopo un campionato trascorso per larghi tratti in infermeria, sarebbe quantomeno azzardato e non in linea con le strategie del club. Il riconoscimento economico (1.5 milioni a stagione) è importante e andrà forse ridiscusso il prossimo anno, magari dopo un campionato di grande livello. In tre anni di serie A, l’attaccante partenopeo, ha messo in mostra grandissime doti tecniche e al contempo ha palesato qualche limite di troppo sul piano caratteriale e realizzativo. Il Napoli, dopo la sfortunata stagione appena trascorsa, si aspetta grandi cose dal ragazzo classe 91, chiamato a conquistare la definitiva consacrazione per non correre il rischio di passare nel registro delle “eterne promesse”. L’apertura verso le “mille possibilità” offerte dal mercato e la richiesta d’incontro con la società per valutare il da farsi, non renderanno felice il Presidente che, di base, non nutre grandissima simpatia per la categoria dei procuratori. Dichiarazioni forse avventate che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero rientrare nel “gioco delle parti”, tratto dominante delle estati di mercato, allorquando il pallone lascia il posto alle chiacchiere. Un’uscita fuori dagli schemi, destinata a finire sotto sabbia, oppure il segnale di un mal di pancia latente, di un malessere legato forse al nuovo corso intrapreso dalla società e al presunto ridimensionamento. Restano in piedi tutte le ipotesi ma a fare chiarezza sugli obiettivi futuri e sul “ruolo” di Insigne non dovrà essere il Napoli che (è bene ribadirlo) dodici mesi fa ha provveduto a riconoscere al calciatore il meritato premio contrattuale. Soliti bollori estivi, forse, in attesa che la parola passi definitivamente al campo.
Fonte: Il Roma

