Quelle mani tremanti alzarono la quarta coppa Italia del Napoli. era il 20 maggio del 2012 e quelle erano le mani di Paolo Cannavaro. Un napoletano con la fascia di capitano alzò la coppa in quella che fu una serata storica. La quarta coppa, vinta per la prima volta dal nuovoNapoli, quello post fallimento di De Laurentiis. Finalmente un trofeo dopo sette anni, per di più battendo la Juventus, che era forte anche allora.
Toccò a Paolo Cannavaro alzare il trofeo in un Olimpico gremito e in festa. Oggi il capitano non c’è più. Lotta per la salvezza in Serie A col Sassuolo, ma per fortuna nel Napoli c’è un altro napoletano pronto a sollevare il trofeo. E meno male che c’è Lorenzo Insigne, unico superstite di quello che doveva e poteva essere il “Napoli dei napoletani”di cui De Laurentiisha spesso parlato, ma senza mai mettere in pratica nulla.
L’attaccante è il solo rimasto (nel 2011 c’era anche Grava, che però è casertano) ad essere partenopeo anche di sangue e anche se non sarà capitano (la fascia però l’ha già indossata in questa stagione) sogna di poter alzare quella coppa e raccogliere idealmente l’eredità di Cannavaro, che a Napoli ha lasciato un vuoto.
“Nel calcio non ci sono più le bandiere”, è una frase fatta, ma contiene tante verità. Paolo Cannavaro è stato bandiera del Napoli di De Laurentiis, e oggi non c’è più. Insigne ha sempre detto di voler diventare il “Del Piero azzurro” ed entrare nella storia alzando il quinto trofeo tricolore sarebbe il miglior modo per consolidare questa aspettativa.
Al contrario di Cannavaro tre anni fa, l’attaccante non è ancora sicuro del posto da titolare. E’ aperto il ballottaggio con Mertens, Hamsik e Callejon ma anche se dovesse rimanere fuori il suo ingresso è da mettere in preventivo. Proprio come era Cannavaro per Mazzarri, lui è un giocatore fondamentale per Rafa Benitez.
Agisce da raccordo tra centrocampo e attacco, facendo un lavoro oscuro e di sacrificio, che vede pochi gol ma tanti palloni recuperati e poi serviti ai compagni.
Una stagione di sudore e impegno che potrebbe coronarsi con un trofeo, il primo della sua carriera. EInsigne ha già promesso la dedica a Paolo Cannavaro che sarà incollato alla televisione a tifare per il suo Napoli con i ricordi di quel 20 maggio nel cuore e nella mente. Una serata da sostenitore azzurro prima di rituffarsi nella lotta salvezza con il suo Sassuolo. Insigne vuole sollevare la Coppa Italia e dedicargli un pensiero e la dedica, che sarà anche quella di chi era suo compagno fino a pochi mesi fa e lo ha visto partire. Napoli ha bisogno di bandiere e di giocatori che possano lasciare il segno.Insigne, lo ricorda anche il nome, è in grado di poter fare questo. Tocca a Benitez sceglierlo dal primo minuto. Lui è pronto.
Fonte:Il Roma.

