Benitez, Gasperini, Stramaccioni, Mazzarri, Mazzarri bis e ora Mancini. Ogni anno sembrava essere quello buono per la conferma, ma ogni anno vi è stata una smentita. Quest’anno con le spese faraoniche di Thoir che ha accontentato Mancini in tutto e per tutto e con l’assenza dalla coppe che ne facilita gli allenamenti, l’Inter è chiamata alla prova del nover
Nella sua carriera da allenatore Roberto Mancini ha sempre dimostrato di non essere un integralista del modulo, alla Mazzarri o Benitez per intenderci. Dalla base di una difesa a 4, a partire dalla rosa costruita in sede di mercato, il tecnico di Jesi ha più volte mutato gli schemi di partenza dell’ Inter, passando da un centrocampo di sostanza agli esterni rapidi fino all’utilizzo di un trequartista puro.
Se nella mente di Mancini il solido 4-3-3 è il modulo di base con gli arrivi di Perisic e Ljaic , sarebbero tuttavia possibili anche un 4-2-3-1, ed un 4-3-1-2, il modulo dei primi scudetti nerazzurri e adottato maggiormente nella passata stagione. Del resto Mancini non ha MAI schierato lo stesso 11 consecutivo.
Molto dipenderà dall’utilizzo e dalla posizione di Jovetic e Perisic. In difesa assetto completamente rivoluzionato con Montoya sulla destra, che tuttavia ha fallito clamorosamente, ma soprattutto il nuovo duo centrale formato da Murillo-Miranda al posto del chiacchieratissimo Ranocchia-Jesus.
Sulla sinistra dopo lo spostamento di Santon a destra si giocano una maglia Telles e Nagatomo. La cerniera dei tre di centrocampo vedrà come regista Medel ( o Felipe Melo), e come mezzali Guarin (o Brozovic) e l’acquisto più roboante Kondogbia.
Interessantissimo duo d’attacco formato da Jovetic e Icardi che, imbeccati nel modo giusto, garantiscono sulla carta dai 35 ai 40 gol.
Enrico Di Roberti

