L’ex Napoli, Gamberini: “Ecco come mi hanno truffato”

 
 
   

L’ex difensore del Napoli, Alessandro Gamberini ha parlato cosi al Tribunale di Prato testimoniando nel processo che lo vede parte offesa di una presunta truffa: “Pensavo fossero miei amici e mi sono fidato. La mia ingenuità mi ha fatto perdere tutto ciò che avevo risparmiato passando un brutto periodo. COn i Fratelli Paoli ci vedevamo spesso, soprattutto Filippo. La mia amicizia con lui era nata a Firenze ed era durata anni, era uno di famiglia ormai. Finché non mi sono accorto che mi avevano rubato tutti i miei soldi, un milione e 650 mila euro”. Nel processo con l’accusa di truffa sono finiti i fratelli pratesi Alessio e Filippo Paoli, che all’epoca lavoravano nel settore tessile, si erano conosciuti nel 2006 quando Gamberini era un tesserato della Fiorentina.

La frequentazione – si legge sul sito online de La Nazione – era diventata assidua fino a che Gamberini non si è confidato con Filippo finché non ha detto di essere insoddisfatto della gestione dei suoi risparmi (un milione e mezzo) da parte della banca, come detto stesso da Gamberini per quasi due ore al pubblico ministero Laura Canovai: “Mi fruttavano lo 0,7% di interessi e i Paoli mi dissero che era poco”. In quel preciso momento le attività imprenditoriali di Gamberini si sono legate ai fratelli. Quando Gamberini ha spostato i suoi soldi dalla Banca agli investimenti dei Fratelli Paoli. Nell’Aprile del 2012 il mondo è crollato addosso a Gamberini quando viene chiamato dalla direzione della Banca di Vignole: “Mi dissero che dovevano prendere il mio milione perché avevo firmato un pegno e una fideiussione a favore dei Paoli. Non me ne ero reso conto. Non dissi nulla sul momento, ero atterrito, me ne andai in silenzio. Mi vergognavo a chiedere aiuto anche ai miei familiari. Nei giorni successivi telefonai a Filippo che mi offrì una partecipazione nella società Sottotono sas, solo dopo scoprii che in quella società non c’era nulla. L’agriturismo a Carmignano non era di loro proprietà”.

Secondo l’accusa i Fratelli Paolo con la collaborazione del Funzionario di Banca avevano fatto firmare a Gamberini una fideiussione da 650 mila euro e un pegno da un milione a loro favore senza che Gamberini potesse saperlo. Solo dopo 2 anni Gamberini ha denunciato alla Guardia di finanza il fatto: “La banca ha sospeso la fideiussione e abbiamo trovato una transazione di 270mila euro sul milione. Mi trovavo in brutte acque e fui costretto ad accettare”.

 

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