La Roma in Coppa Italia, ammesso che mercoledì sera il campo dell’Olimpico non sia ancora una palude, e il Milan in campionato. Dentro o fuori la crisi certificata ieri con la più brutta prestazione dell’anno. Settimana di verità e verdetti per il Napoli e per Rafa Benitez dopo il 3-0 subito contro l’Atalanta, punto massimo di una involuzione iniziata col pareggio di Bologna, acuita con l’1-1 col Chievo ed esplosa infine sotto le martellate di Denis e i ricami di Maxi Moralez.
Tutti sul banco degli imputati, tutti chiamati a discolparsi. Calcisticamente parlando, a reagire. Perché se il secondo posto è ormai quasi una chimera, il terzo resta invece più o meno al sicuro solo per le mancanze altrui. Reagire, partendo dall’analisi di ciò che è mancanto, di ciò che è venuto meno.
Innazitutto il calo atletico della squadra. Evidente. Ci può stare a questo punto della stagione, forse i metodi di allenamento di Benitez (tanto pallone, solo pallone) mettono nel conto anche periodi di flessione ma con tutto ancora in palio (anche e soprattutto l’Europa League oltre al campionato e alla Coppa Italia) non è fattore da tenere in scarsa considerazione. Stanchezza che si riflette negli errori dei singoli, evidenti tanto ieri – tutti clamorosi quelli che hanno spianato la strada verso il gol a Denis e Moralez – quanto nei precedenti passaggi a vuoto. Da qui la necessità di fare turnover e nel contempo l’impossibilità di farlo: Benitez ci ha provato a Bergamo, peccando da un lato di sottovalutazione dell’avversario ma mettendo in chiaro dall’altro che questo Napoli non può prescindere da Hamsik e Higuain perché ilmercato non ha regalato sostituti all’altezza. Quindi, assieme alle colpe del tecnico ecco quelle della società che non ha portato a Costalvolturno un vice-Pipita e non ha trovato un uomo d’ordine, esperienza, forza a centrocampo (caricare Jorginho di troppe responsibilità sarebbe ingiusto oltreché sbagliato).
E infine, ultimo aspetto di questa crisi, la prevedibilità di un gioco, di una intera manovra che senza interpreti all’altezza diventa stucchevole. Tutto evidente a Bergamo quando con in campo Zapata il Napoli si è mosso ugualmente sul solito canovaccio, come se davanti ci fosse Higuain, col risultato di permettere all’Atalanta di giocare la partita tatticamente a occhi chiusi.
Dunque, la Roma mercoledì, il Milan sabato: dentro o fuori la crisi. Per il Napoli e per Benitez, viste anche le contestazioni dei tifosi, non sembra esserci appello.
Fonte: NapoliOra

