Napoli è un delirio per il quarto scudetto della storia.
La città di Napoli continua i festeggiamenti per il quarto scudetto della storia partenopea. Tra i vicoli e le strade canti balli ed il colore azzurro si fondono in un mix semplicemente fantastico.
Il Corriere dello Sport racconta la felicità di un’intera città:
È come quando trascorri una straordinaria notte d’amore con la persona dei tuoi sogni e poi la mattina dopo non riesci a godertela perché temi che sia già andata via. Ecco, Antonio Conte non è andato via da Napoli ma, il giorno dopo lo straordinario quarto scudetto, in città il timore è forte. E, a tratti, quasi affianca la gioia grande, grandissima, infinita, del tricolore. Il perché è chiaro: Napoli non si vuole fermare, i napoletani non vogliono dire basta. E Antonio Conte, dopo l’addio di Luciano Spalletti, è davvero l’uomo dei sogni. La gente si fida di lui e si percepisce nelle strade, nei vicoli, nei Quartieri, sul lungomare. Lì, dove tutto anche adesso (e sempre) profuma di Diego, Conte è il più cercato.
Intorno all’ora di pranzo si sparge la voce che sia in una nota pizzeria non lontana dalla casa di Totò, ma è una fake news. C’è chi dice che nella notte, lasciato lo stadio, abbia girato la città seminascosto in scooter ma anche questa sembra una bugia. I napoletani vorrebbero abbracciarlo fino a stritolarlo, ma mica solo lui. I cronisti chiedono chi è stato l’uomo scudetto: Conte vince a mani basse, subito dopo c’è ovviamente McTominay ma sono tanti anche quelli che nominano il presidente De Laurentiis. Sotto al murale di Maradona c’è il delirio e quando la finestra sul volto di Diego si apre per mostrare un super scudetto numero 4 l’apoteosi è totale. C’è chi regala l’ambo dello scudetto (4-23, se interessa), chi fa la fila nelle edicole per acquistare il Corriere dello Sport e tutti i cimeli di una giornata storica, chi spera di fare un selfie con Diletta Leotta e chi, infine, chiede ai giornalisti presenti: «Ma sapete quando arriva De Bruyne?».
La colonna sonora è variegata ma “Anema e core” di Serena Brancale e “Pedro Pedro” di Raffaella Carrà la fanno da padrone. La città è un infinito calderone di emozioni: i turisti sono stregati, le magliette azzurre migliaia, a pochi metri da piazza Plebiscito nello stesso striscione ci sono Pedro, Orsolini, San Gennaro e Maradona. Un parrucchiere regala ai primi 100 clienti la tintura azzurra ai capelli («ma dopo uno shampoo va via»), a San Gregorio Armeno è già Natale con i campioni in formato statuina. Per chi vuole divertirsi un po’ c’è lo Spritz scudetto con una goccia di gin scozzese.
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