
«Ringrazio chi ha voluto darmi questa cittadinanza, ma io mi sono sentito cittadino di Napoli fin dal primo giorno in cui ho indossato la maglia numero 10 del Napoli. È una giornata indimenticabile che dedico a mia madre e a mio padre, che mi mancano tanto, ai tifosi del Napoli e ai compagni perché senza di loro non avremmo vinto e oggi non saremmo stati qui. Per organizzare questo evento ci vuole tranquillità e a Napoli io sono tranquillo. Non come purtroppo è accaduto a Torino o in altri posti del mondo».
Il riferimento ai 1.500 feriti in piazza San Carlo durante la finale Champions del 3 giugno. C’è chi ha detto che prenderò soldi per questa cittadinanza ma non è vero. Io la cittadinanza l’ho guadagnata sul campo. Mi sarebbe piaciuto giocare la partita dei trent’anni, però a volte ci sono interessi diversi».

