L’edizione odierna de Il Mattino rivela un retroscena sulla reazione di Sarri per la sconfitta del Napoli contro l’Atalanta in Coppa Italia:
“I muri hanno tremato. I muri dello spogliatoio del San Paolo. La voce bassa, il rosso in volto di Sarri in conferenza stampa si spiegano anche con una sfuriata alla squadra, udita fuori dagli spogliatoi stessi, fatta poco prima del concedersi alle interviste e appena finita la deludente gara con l’Atalanta. Maurizio Sarri non ci sta: ha martellato la squadra a caldo e lo ha fatto anche ieri, tanto per tenere il tizzone acceso, a Castel Volturno, prima dell’allenamento del mattino. Non stava bene, colpa della febbre. Ma ha fatto comunque sentire la sua voce, nonostante non sia riuscito neppure a dirigere l’allenamento in campo. Proprio a causa dell’attacco influenzale improvviso che ha colpito anche altri del suo staff. Il ds Giuntoli al suo fianco, come sempre. Ormai spalla inseparabile del tecnico azzurro. «Così non va bene, non andiamo da nessuna parte». Finita qui? Macché: Sarri proseguirà il proprio martellamento anche in questi giorni, perché il Napoli uscito dal Capodanno è un Napoli che lui non ha riconosciuto. È rimasto deluso dai big, da Mertens e Insigne in primis. Ma anche da tutti gli altri, da quelli che dovrebbero mettere in discussione le sue gerarchie.
Si aspettava di più da tutti, anche perché era la prima uscita da campioni d’inverno. E gli brucia l’eliminazione, anche se di certo non si strappa le vesti per essere uscito dalla Coppa Italia. «Che razza di secondo tempo abbiamo giocato?», ha urlato ai suoi nel ventre del San Paolo. Detto da un toscano però, ovvero con i razzi accesi, con schiettezza, forza. «Ho visto una Napoli con la testa sulle nuvole», la frasetta rivelatrice che ha sibilato ai giornalisti. Forse qualcuno con la testa era ancora al Capodanno. «Non è facile concentrarsi quando tutti gli altri festeggiano», ha spiegato Sarri lasciando intendere che forse è il prezzo pagato dal giocare in un clima di festa”.

