L’edizione odierna de Il Mattino fa il punto sulla questione San Paolo
Un cantiere ancora aperto il San Paolo a sei giorni dalla sfida Real. Ma i segni di questo primissimo restyling dell’impianto di Fuorigrotta iniziano a vedersi. E confortano. Sensazioni, immagini che tuttavia fanno a cazzotti con spalti e antro dell’impianto che a 4 giorni dalla gara con l’Atalanta sono ancora sporchissimi con lattine e bottiglie un po’ ovunque. A lamentarsene sono stati gli stessi dirigenti dell’impianto che hanno confidato al direttore generale Attilio Auricchio «che così non si può andare avanti, bisogna pulire subito». Dettagli che fanno provare un certo fastidio a fronte della buona volontà e dell’impegno messi in campo dal Comune e dalla Napoli Servizi per questo step dei lavori dal valore di una milionata di euro a un impianto che – fatta eccezione per le zone oggetto dell’intervento – ha un fascino fané, è appassito, sfiorito e che conserva una bellezza sciupata dal tempo. Una decadenza alla quale va posto subitissimo un freno.
Il Comune, giova ricordarlo, ha contratto un mutuo da 25 milioni con il Credito sportivo per la sostituzione dei sediolini, il ripristino di alcuni pezzi dell’impianto arruginiti e ormai irrecuperabili e per ritinteggiarlo. Lavori che saranno fatti nell’arco dei prossimi due anni. Prima di approfondire vale la pena dire subito in premessa che per il momento non ci sono schiarite in vista nei rapporti tra la Società del patron Aurelio De Laurentiis e Palazzo San Giacomo. Non è certamente un caso che la convezione per l’utilizzo dell’impianto a distanza di due anni non sia stata ancora firmata. E resta molto forte la sensazione che il Presidente effettivamente questa volta stia facendo sul serio nel cercare spazi adeguati per la casa del Napoli lontani da Fuorigrotta.

