Pronti, si parte. Col mercato che ha aperto (ieri) ufficialmente i battenti e che ora Giuntoli ha la sua scrivania a Castel Volturno (ufficiale da ieri), ma che opera a Milano, dove il mercato è di casa.
Si parte. Con tante idee, dubbi e certezze. Il Napoli che verrà sarà rivoltato (quasi) come un calzino. C’è una difesa (centrale) da completare, da rivedere: Britos dovrebbe partire (destinazione Besiktas); Henrique cerca conferma. Mentre Albiol e Koulibaly dovrebbero essere i baluardi davanti a Pepe Reina.
Terzini – Maggio è il calciatore che certamente resta, la fascia, la destra, è sua da un bel po. Goulham vorrebbe cambiare aria, ma c’è d’aspettare Zuniga, l’incognita di questo campionato. Infortunato, a lungo nell’infermeria e recuperato in nazionale (a volte i miracoli esistono); Mesto ha già salutato.
Centrocampo – Con l’arrivo di Valdifiori e il riscatto di Jorginho c’è un sovraffollamento: Inler (per lui si è fatto avanti il Galatasaray), Gargano (nei giorni scorsi si è parlato di una folle offerta in Qatar e in Messico), David Lopez; El Kaddouri, a dividersi la zona nevralgica.
Trequarti – Il discorso non cambia nella trequarti: Hamsik non si discute, Napoli è sua. Poi c’è De Guzman che può essere l’alter ego di Marekiaro. E Mertens? Callejon? Il primo è stato acclamato a gran voce dal popolo azzurro (Mertens non si tocca, il flash mob dei tifosi). E quì figura il modo di giocare di Sarri. Il suo calcio non prevede attaccanti esterni; il secondo pareva già essere partito per Madrid, sponda Atletico. In attacco c’è un Pipita da trattenere a tutti i costi (anche la società lo ha blindato con l’ufficializzazione della clausola), il futuro dovrà partire da lui; Insigne è lo scugnizzo che ha saputo trasformare fischi in applausi; Zapata il gigante buono che scalpita per avere più spazio; e infine c’è Vargas: delizia col Cile, fantasma in azzurro.
Luglio col bene che ti voglio: tra mercato e afa.
Gianluca Piscopo

