A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Paolo Cuozzo, giornalista del Corriere del Mezzogiorno:
“Rispetto alle tante volte in cui si è discusso sulla modifica del nome dello stadio San Paolo, stavolta, la proposta non viene da un singolo consigliere, ma dall’intero gruppo ed è stata lanciata una proposta di delibera che parte dal consiglio comunale e non quindi dalla giunta. In questi casi, generalmente le proposte vengono approvate, si tratta di un atto formale sul quale dovrebbe esprimersi il comune. Se si toglie al gestore privato, che in futuro potrebbe essere il Napoli, la possibilità di dare ad uno sponsor il nome dello stadio, significa togliergli dalla tasca diversi soldi.
Se dalla convenzione futura si toglie questa opportunità al privato, si tolgono ovviamente dei soldi, ma si può trovare un accordo. E se i lavori della ristrutturazione saranno a carico del Comune, è chiaro che quest’ultimo può ricavare soldi dallo sponsor anche perché altrimenti, il comune i soldi non li avrebbe”.

