Prima la striscia di 17 risultati utili consecutivi, poi le 3 sconfitte contro Juve, Lazio e Roma. Il Parma di Donadoni ha forse perso alcune delle certezze acquisite nei mesi passati, ma non la voglia di continuare a mantenere vivo il sogno Europa League. Un obiettivo cui credono tutti in casa gialloblu, a partire dallo stesso Donadoni: «Non abbiamo problemi di pressione. Le difficoltà che abbiamo incontrato nelle ultime partite sono dovute al fatto che tutti gli effettivi non sono stati al meglio e questo in tante gare ravvicinate non ci ha concesso di esprimerci al massimo e di far rifiatare chi ha dovuto giocare di più. Per giocarci l’Europa League abbiamo le carte in regola».
IL NAPOLI – Il prossimo avversario è il Napoli di Benitez. Un avversario non certo facile, ma Donadoni non ha paura, anche se chiede attenzione e concentrazione ai suoi: «Ora l’obiettivo è quello di star bene fisicamente e di recuperare tutti, da Paletta, a Cassano a Gargano. Devo accertarmi della condizione di tutti. Ma comunque, al di là delle defezioni, sappiamo chi andiamo ad affrontare domani. Dobbiamo essere più disciplinati nelle due fasi. Offensiva e difensiva. Dobbiamo essere più squadra anche quando siamo senza palla, qualcosa in questo senso ultimamente abbiamo concesso. Ora servono tutte le nostre energie per fare al meglio quello che abbiamo sempre fatto». La difficoltà potrebbe essere quella di tenere i ritmi dei partenopei, ma il tecnico dei ducali non è d’accordo: «Anche all’andata abbiamo incontrato il Napoli che alzava i ritmi e non mi sembra che abbiamo sofferto più di tanto. Non è una questione di alzare i ritmi, è una questione di essere sempre messi bene dal punto di vista tattico. E quindi quando le due fasi si capovolgono poi è chiaro che in campo bisogna essere organizzati nella maniera giusta. Poi dopo è chiaro che ci sono squadre che hanno capacità di tenere i ritmi più elevati ma dipende sempre dalla compattezza della squadra. Se la squadra è sempre corta allora gli spazi si riducono e diventa più facile gestire anche i ritmi più elevati».
Corriere dello sport.

