Bruno Pesaola è sicuramente uno dei massimi conoscitori del calcio. Soprannominato “Petisso” (“Piccoletto”) ha legato il suo nome soprattutto alla storia del Napoli, del quale è stato a lungo giocatore e poi allenatore. Da tecnico degli azzurri vanta la vittoria di una Coppa Italia nella stagione 1961-1962 e una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1976. Da tecnico della Fiorentina, invece, si tolse la soddisfazione di vincere uno Scudetto nella stagione 1968-1969.
Come non ricordare, poi, le tante sigarette fumate durante ogni partita e il cappotto di cammello portafortuna. Bruno Pesaola ha rilasciato un’intervista esclusiva ad AreaNapoli.Che idea si è fatto di tutto quello che è accaduto prima di Fiorentina-Napoli”La vicenda è ancora poco chiara. Non si riesce a capire chi ha iniziato, ma è stata una bruttissima giornata. Ci sono stati dei feriti, un ragazzo rischia la vita. Sono situazioni che non c’entrano nulla col calcio”.I rapporti tra le tifoserie di Napoli e Roma sembrano essersi ulteriormente deteriorati.
Quando c’era lei non era così”Assolutamente no. I rapporti tra le due tifoserie erano ottimi. Ci furono anche screzi, non lo nego. Erano frutto, tuttavia, di quello che accadeva in campo, non c’era nulla di premeditato. C’erano tanti sfottò, la gara tra Napoli e Roma veniva vista come un derby. Si andava a Roma tranquillamente, i romanisti venivano a Napoli. Qualcuno poteva bucare le ruote della macchina, ma non si andava oltre”.Quella tra Napoli e Fiorentina è stata anche la gara tra due squadre che le stanno particolarmente a cuore”Il Napoli meritava di vincere, ma si sapeva anche alla vigilia.
I viola hanno dovuto fare a meno dei loro due attaccanti e del calciatore più in forma”.Come giudica la stagione del Napoli“Assolutamente positiva e non solo per la vittoria della Coppa Italia. Il terzo posto permetterà ai partenopei di tornare in Champions. Benitez ha fatto molto bene nella sua prima stagione a Napoli e l’anno prossimo potrà fare molto meglio”.Se dovesse indicarmi un solo calciatore, chi sceglierebbe”Le faccio due nomi: Mertens e Insigne. Quei due piccoletti sono stati eccezionali. Sono convinto possano fare la differenza anche nei prossimi anni perchè hanno grandissime qualità”.
AreaNapoli.
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