PRIMAVERA NAPOLI- Il Carpinapoli e quel rischio retrocessione nato in estate

   

Primavera Napoli: dopo quattro sconfitte consecutive in campionato è doveroso fare un’analisi sull’origine di questa crisi e pensare ai possibili rimedi.

La parola d’ordine è “riflessione“, dopo l’umiliante sconfitta di oggi della Primavera del Napoli contro la Lazio (clicca qui per articolo). Riflessione che deve riguardare un pò tutti, dalla dirigenza, a nostro avviso la principale colpevole, allo staff tecnico perchè parliamo di una crescita che in casa azzurra viene troppo spesso proclamata ma quasi mai tradotta in fatti.

Ricordiamo che oggi gli azzurrini hanno affrontato una squadra che fin qui aveva raccolto un solo punto in quattro gare con appena una rete all’attivo, per cui è giusto essere molto preoccupati in quanto se non si interverrà in maniera forte durante il mercato invernale il baratro della retrocessione è un rischio concreto.

C’è davvero poco da aggiungere su una formazione che ha speso molto male e neanche poco durante il mercato estivo, ad oggi più che il Napoli sembra di trovarci, con tutto il rispetto, al cospetto del Carpi due con innesti che non hanno migliorato affatto la qualità di una squadra nata sulle ceneri di una Under 17 già reduce da una brutta stagione (clicca qui per articolo).

Forse oggi qualcuno potrebbe addossare la colpa sulla guida tecnica, che da cinque anni è ormai Giampaolo Saurini ma a nostro avviso, pur avendo caldeggiato a giugno un cambio in panchina per dare un forte segnale di discontinuità dopo diverse stagioni, non è affatto l’allenatore il problema. Anche se ci fosse Mourinho sulla panchina azzurra la squadra farebbe una fatica enorme e ci troviamo al cospetto di una società che ormai da anni fa benino a livello Under 15 e Under 16, ma che come si alza l’asticella con le categorie Under 17 e Primavera si dimostra non all’altezza della prima squadra.

Sono quasi due stagioni che i partenopei giocano senza un centravanti vero, schierando prima dell’infortunio di Milik il giovane brasiliano Leandrinho, un classe 98′ lasciato inizialmente in Primavera, quando le dirette concorrenti lanciavano Cutrone, Tumminiello o addirittura il 2000 Keane in serie A. Poco chiare sono anche le dinamiche per cui il giovane centrale Marco Milanese, uno di quelli la scorsa stagione aggregato spesso in prima squadra su espressa volontà di mister Sarri, sia stato lasciare partire a cuor leggero. E ancora ci chiediamo perchè forse l’unico vero talento della Cantera Azzurra ovvero Gianluca Gaetano passa talvolta anche a partita in corso dal ruolo di centrocampista a quello di punta centrale, rischiando di generare una confusione tattica anche nel ragazzo.

Insomma sono tante le riflessioni che a Castel Volturno dovranno essere effettuate e in tempi brevi, sperando che la soluzione non sia quella classica “all’ italiana” del cambio dell’allenatore per salvare la poltrona di chi ha le vere responsabilità.

Pierderigi Vetrone

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