Alla fine il Consiglio comunale al di là delle nomine è riuscito ad approvare la delibera con la quale si affida a Napoli servizi la manutenzione straordinaria degli immobili del Comune. Una delibera dal valore di 1,1 milioni che consentirà di mettere mano nell’immediato alle situazioni più critiche, dalla manutenzione degli ascensori a molto altro. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’affidamento del servizio con il voto contrario di Ncd e dei consiglieri del Gruppo misto Luigi Esposito e Carmine Schiano.
Non hanno partecipato al voto Fratelli d’Italia e il Pdl. Astenuti il presidente Pasquino e il consigliere Guangi. Su questa delibera la settimana scorsa cadde il numero legale ed esplose la questione delle commissioni consiliari. In aula ieri il gruppo di Ricostruzione democratica composta da Simona Molisso, Carlo Iannello e Gennaro Esposito ha presentato una delibera di indirizzo di iniziativa consiliare dal titolo emblematico: «Reperimento fondi per la ristrutturazione del San Paolo».
Di cosa si tratta? Nella sostanza i tre consiglieri propongono «il cambio di denominazione del San Paolo al fine di trovare sponsorizzazioni e reperire fondi necessari alla ristrutturazione» della vetusta struttura di Fuorigrotta. «In questo modo – spiega Esposito – da un lato l’amministrazione potrebbe tornare a dire la sua su un impianto di proprietà pubblica, dall’altra il presidente Aurelio De Laurentiis potrebbe fare lui una proposta.
La aspettiamo da tempo per capire cosa vuole fare per il San Paolo». Una iniziativa, quella di Ricostruzione democratica, volta a «offrire alla squadra del Napoli uno stadio degno del suo valore sportivo e a migliorare la vivibilità» dei napoletani che abitano a Fuorigrotta. Nella proposta di delibera vengono precisati i motivi di questa iniziativa: «La squadra del Napoli è motivo di orgoglio cittadino e deve avere la possibilità di esprimere calcio in uno stadio degno di questo nome, inoltre lo stadio deve rappresentare un degno biglietto da visita per la città poiché è meta di decine di migliaia di tifosi nazionali e internazionali».
Il modello inseguito è quello che è in voga in tutta Europa infatti nella delibera si fa riferimenti a quanto avviene a Londra dove lo stadio dell’Arsenal porta il nome Emirates Stadium, oppure a Monaco con la celebre Allianz Arena.
Fonte: Il Mattino

